October 18, 2019 / 8:49 AM / 2 months ago

Turchia d'accordo con Usa su tregua in Siria per permettere ritirata curda

ANKARA (Reuters) - La Turchia ha accettato giovedì di interrompere la sua offensiva in Siria per cinque giorni, per permettere alle forze curde la ritirata dalla “zona sicura” che Ankara intendeva conquistare, in un accordo accolto con favore dall’amministrazione Trump e definito dalla Turchia come un’assoluta vittoria.

Il vicepresidente Usa Mike Pence e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo durante una conferenza stampa all'ambasciata statunitense ad Ankara, in Turchia. REUTERS/Huseyin Aldemir

La tregua è stata annunciata dal vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence dopo aver parlato ad Ankara con il presidente della Turchia Tayyip Erdogan. Il presidente Usa Donald Trump ha lodato la decisione, dichiarando che salverà “milioni di vite”.

Tuttavia, se implementata, la tregua consentirebbe alla Turchia di realizzare tutti gli obiettivi principali annunciati all’inizio dell’assalto il 9 ottobre: il controllo di una striscia in Siria lunga più di 30 km (20 miglia), obbligando la milizia curda, che è stata alleata statunitense, alla ritirata.

Non è chiaro se le Forze Democratiche Siriane (SDF), guidate dai curdi, accetteranno i termini dell’accordo, che implicherebbe lasciare alle forze turche il controllo di una fascia di territorio una volta occupata dai curdi con il sostegno dell’esercito statunitense.

Il Comandante SDF Mazloum Kobani ha detto a Ronahi TV che il gruppo accetterà il cessate il fuoco della Turchia nella Siria del nord, limitato però alle aree di confine tra le città di Ras al-Ain e Tal Abyad.

Senatori repubblicani e democratici hanno accusato Trump di aver tradito gli alleati curdi, cruciali nella lotta contro i militanti dello Stato Islamico, di aver ignorato i costi umanitari dell’invasione turca e di essere stato raggirato da Ankara.

“La zona sicura sarà principalmente difesa dalle Forze Armate Turche”. Così si legge in un comunicato congiunto turco-statunitense rilasciato immediatamente dopo i colloqui ad Ankara.

I senatori Usa che hanno criticato l’amministrazione Trump per non aver impedito l’assalto turco in primo luogo hanno detto che porteranno avanti disposizioni legislative per imporre le sanzioni contro la Turchia nonostante l’annuncio del cessate il fuoco.

Un funzionario turco ha detto a Reuters che Ankara ha ottenuto dai colloqui con gli Stati Uniti “esattamente quello che voleva”. Il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu l’ha descritta come una pausa, pensata solo per concedere la ritirata ai militari curdi.

I soldati curdi saranno costretti a rinunciare alla loro artiglieria pesante e le loro postazioni saranno distrutte, secondo Cavusoglu che ha preferito non definire l’accordo come un “cessate il fuoco” che può avvenire solo tra due schieramenti legittimi, non con una milizia curda che la Turchia considera come un gruppo terrorista.

“Quando le forze terroristiche lasceranno completamente la zona sicura, potremo fermare l’operazione”, ha detto Cavusoglu.

Washington e Ankara collaboreranno per la gestione dei soldati dello Stato Islamico (IS) e delle loro famiglie, detenuti in prigione e nei campi, secondo quanto scritto nel comunicato congiunto, rispondendo ai timori di una possibile ricostruzione del gruppo e di nuovi attacchi in Occidente.

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