October 16, 2019 / 10:13 AM / a month ago

Esclusiva: Attacco informatico Usa contro Iran dopo esplosioni pozzi Arabia Saudita - funzionari

WASHINGTON (Reuters) - Gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione informatica segreta contro l’Iran in risposta agli attacchi del 14 settembre contro impianti petroliferi sauditi, attribuiti a un disegno di Teheran sia da Washington sia da Riyadh.

Un uomo digita su una tastiera retroilluminata . REUTERS/Steve Marcus

Lo dicono a Reuters due funzionari statunitensi, a condizione di mantenere l’anonimato, spiegando che l’operazione si è svolta a fine settembre e il suo obiettivo è stato quello di ostacolare il lavoro della propaganda iraniana.

Secondo uno dei funzionari l’attacco ha colpito il sistema informatico a livello di hardware.

L’amministrazione Trump cerca ormai da tempo di contrastare quella che percepisce come un’aggressione iraniana, evitando però di innscare un conflitto più ampio.

Quest’ultimo attacco informatico sembra meno pesante di altri simili, come quelli che hanno fatto seguito all’abbattimento di un drone Usa in giugno e al presunto assalto del corpo delle guardie della rivoluzione islamica contro petroliere nel Golfo avvenuto in maggio.

Stati Uniti, Arabia Saudita, Regno Unito, Francia e Germania hanno pubblicamente accusato l’Iran degli attacchi del 14 settembre. Teheran ha negato ogni coinvolgimento nell’operazione, rivendicata invece dalla milizia yemenita Huthi, alleata dell’Iran.

Il Pentagono ha risposto inviando migliaia di truppe addizionali ed equipaggiamento per rinforzare le difese saudite — l’ultimo dispiegamento nella regione quest’anno da parte degli Stati Uniti.

Il Pentagono non ha voluto commentare l’attacco informatico.

“In termini di norme e di sicurezza operazionale, non discutiamo di operazioni informatiche, di intelligence, o di pianificazione”, ha detto la portavoce del Pentagono Elissa Smith.

Potrebbero passare mesi prima di determinare gli effetti di qualsiasi attacco.

Le tensioni nell’area del Golfo sono drasticamente aumentate da maggio 2018, quando Trump si è ritirato dall’Accordo del 2015 sul nucleare iraniano, stipulato con Teheran per limitarne il programma nucleare in cambio di sanzioni più lievi.

Non è chiaro se si siano svolti altri attacchi informatici statunitensi dopo quest’ultimo a fine settembre.

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