October 11, 2019 / 9:09 AM / a month ago

Turchia bombarda milizie curde in Siria, migliaia in fuga, sale bilancio vittime

ISTANBUL (Reuters) - L’aviazione e l’artiglieria turca hanno colpito gli obbiettivi miliziani curdi nella Siria nord orientale nel terzo giorno di un’offensiva che ha causato la morte di centinaia di persone, costringendo decine di migliaia a scappare e creando dissenso, nell’establishment americano, nei confronti del presidente Donald Trump.

Veicoli militari turchi si avvicinano al confine turco nella città di Ceylanpinar. REUTERS/Murad Sezer

Da quando Trump ha ritirato le truppe Usa a seguito di una chiamata col presidente turco Tayyip Erdogan, l’incursione ha aperto un nuovo fronte nella guerra civile siriana che dura ormai da otto anni e attirato forti critiche da parte della comunità internazionale.

“Abbiamo una fra queste tre opzioni: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia duramente dal punto di vista finanziario e con le sanzioni, o fare da mediatori di un accordo tra la Turchia ed i curdi!”, ha twittato ieri Trump.

“Spero sia possibile avviare una mediazione”, ha riposto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca che gli chiedevano quale delle opzioni preferisse.

Trump ha detto, senza scendere in dettagli, che gli Stati Uniti “potrebbero fare qualche cosa di molto molto duro in termini di sanzioni e altri mezzi finanziari” contro la Turchia.

I jet e l’artiglieria turca hanno colpito stamane in Siria intorno all’area di Ras al Ain, una delle due città frontaliere al centro dell’offensiva. È stato possibile udire colpi d’arma da fuoco anche all’interno della città, ha riferito un giornalista Reuters a Ceylanpinar, sul lato turco del confine.

Un convoglio di 20 mezzi blindati che trasportava ribelli siriani ha fatto ingresso in Siria oggi, secondo il giornalista. Alcuni di loro facevano segni di vittoria, gridando “Allahu Akbar” (Dio è il più grande) e sventolando bandiere con l’insegna dei ribelli siriani mentre procedevano verso Ras al Ain.

A circa 120 chilometri ad ovest, gli obici turchi hanno ripreso a bombardare vicino alla città siriana di Tel Abyad, secondo un testimone.

Il ministro della difesa turco ha detto che nelle operazioni svoltesi nell’arco della notte, l’esercito turco ed i loro alleati ribelli siriani hanno ucciso 49 combattenti curdi, 277 in totale dall’inizio dell’offensiva.

Il ministro ha riferito che un soldato turco ha perso la vita in uno scontro di ieri durante un’offensiva guidata dalle milizie curde Ypg contro le Forze democratiche siriane.

I curdi hanno riferito di essersi difesi dall’assalto. Almeno 23 combattenti delle forze democratiche siriane ed altri sei legati ad un gruppo di ribelli siriani sostenuto dalla Turchia hanno perso la vita, secondo quanto comunica l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che segue l’andamento del conflitto.

La Turchia, membro della Nato, sostiene che l’operazione sia necessaria per garantire la sicurezza del confine contro le milizie curde Ypg, che definisce un gruppo terroristico a causa dei suoi legami con combattenti protagonisti ormai da decenni di un’insurrezione nella Turchia sud-orientale, nella quale hanno perso la vita più di 40.000 persone.

Ankara ha anche riferito che intende creare una “zona di sicurezza” per permettere a milioni di rifugiati di tornare in Siria.

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