December 12, 2018 / 12:24 PM / a year ago

Pd, ultimo giorno per candidature, renziani cercano accordo con Martina

ROMA (Reuters) - Oggi pomeriggio si chiudono i termini per la presentazione dei candidati alla guida del Pd e, dopo il ritiro di Marco Minniti, l’area vicina a Matteo Renzi cerca ora un accordo last minute con Maurizio Martina.

L'ex ministro ed ex vicesegretario del Pd Maurizio Martina alla Camera il 24 maggio 2018. REUTERS/Tony Gentile

I renziani temono la vittoria netta alle primarie di marzo del presidente del Lazio Nicola Zingaretti, oggi in testa ai sondaggi, che rappresenta la sinistra del partito e che viene considerato incline a una possibile alleanza con il M5s.

Ieri, i renziani Roberto Giachetti e Anna Ascani hanno annunciato la loro corsa in tandem, provocando però qualche malumore tra gli alleati dell’ex premier, i quali temono che le divisioni favoriscano Zingaretti.

Il costituzionalista e deputato Pd toscano Stefano Ceccanti ha definito oggi la scelta di Giachetti e Ascani “uno scatto in avanti”, spiegando che l’area vicina a Renzi ha rinunciato a presentare un proprio candidato e sta cercando un’intesa con Martina, ex ministro delle Politiche Agricole e già vice segretario.

Nel frattempo, secondo i sondaggi diffusi negli ultimi giorni, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti resta in testa nella corsa al voto tra iscritti e simpatizzanti Pd.

Un poll diffuso da Noto Sondaggi indica che Zingaretti vincerebbe a uno scontro diretto con lo stesso Renzi, che pure ha chiarito di non voler partecipare.

L’ex premier ed ex leader del Pd ha ribadito ieri sera che la sua uscita dal partito “non è un tema all’ordine del giorno”. Ma le voci sulle intenzioni del senatore toscano di dare vita a una formazione centrista ispirata al francese “En Marche” di Emmanuel Macron continuano a rimbalzare.

Martina, il cui tentativo di aprire al M5s dopo le elezioni del 4 marzo era stato bocciato dallo stesso Renzi, ha escluso la possibilità d’intesa con il movimento guidato da Luigi Di Maio.

Lo stesso ha fatto Zingaretti, costretto a smentire però il suo braccio destro Massimiliano Smeriglio, che in un’intervista aveva parlato della necessità di un “disgelo” con i 5 Stelle.

Intanto, si è ritirato un altro candidato, l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ha annunciato il suo sostegno a Zingaretti. Ma restano in corsa Francesco Boccia, vicino al presidente della Puglia Michele Emiliano, e due giovani outsider.

Entro oggi ciascun candidato dovrà presentare almeno 1.500 firme di iscritti a proprio sostegno. Chi passerà la prima fase presenterà poi la propria mozione ai congressi locali.

Infine, i tre candidati più votati correranno alle primarie del 3 marzo. Se nessuno otterrà la maggioranza assoluta dei voti, a eleggere il nuovo segretario Pd sarà l’assemblea nazionale.

(Massimiliano Di Giorgio)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below