December 11, 2018 / 11:58 AM / a year ago

Manovra, Lega e M5s fermi sul deficit al 2,2%

ROMA (Reuters) - Lega e Movimento cinque stelle si oppongono a significative riduzioni del deficit complicando lo sforzo del premier, Giuseppe Conte, di negoziare un accordo con l’Europa che eviti all’Italia di finire sotto procedura di infrazione.

I vicepremier Luigi Di Maio (a sinistra) e Matteo Salvini (a destra) con il premier Giuseppe Conte (al centro) dopo una conferenza stanmpa a Palazzo Chigi. REUTERS/Remo Casilli

L’irrigidimento della maggioranza rende improbabile che il capo del governo, domani dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, porti a Bruxelles un nuovo target di indebitamento, riferiscono fonti governative.

“Siamo nel mezzo di un confronto serrato. Resto fiducioso nel buon esito del dialogo”, ha detto Conte nell’informativa in Parlamento in vista del consiglio dei capi di Stato e di governo europei, giovedì 13 e venerdì 14 dicembre.

L’esecutivo comunitario ha bocciato la manovra perché il deficit del 2019, indicato al 2,4% del Pil, non garantisce una adeguata discesa del rapporto debito/pil.

Riducendo il deficit al 2%, spiega una delle fonti, ci sarebbero “ottime probabilità” di disinnescare la procedura, ma né la Lega né il M5s intendono spingersi al di sotto di quota 2,2%.

“Entro la giornata si arriverà a determinare quali sono i possibili saldi. Poi ci sarà una decisione politica. È preferibile ridurre il deficit e recuperare fiducia”, ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sottolineando le tensioni all’interno della compagine governativa.

Lo scontro con l’Europa ha contribuito a spingere verso l’alto gli interessi sul debito e potrebbe costare all’Italia severe manovre correttive nei prossimi anni.

LE PROTESTE IN FRANCIA E IL FRONTE BREXIT

I partiti di governo si sentono meno inclini ad accogliere le richieste di Bruxelles dopo l’ondata di proteste in Francia.

“Se le regole sul deficit/Pil valgono per l’Italia, mi aspetto che valgano anche per Macron”, ha detto il leader del M5s Luigi Di Maio.

Nel tentativo di placare le manifestazioni, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato una manovra espansiva che, sostiene Societe general, potrebbe riportare il deficit oltre la soglia europea del 3% in termini di pil.

“Se l’Europa non cambia avremo sempre più malcontento popolare come sta succedendo in tutti i Paesi europei”, scrive su Facebook Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera.

Le autorità europee devono gestire anche il fronte Brexit. “Dobbiamo sottolineare l’esigenza che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avvenga in maniera ordinata”, ha detto Conte.

Il premier italiano ha invitato le autorità europee a “superare il rigorismo miope” e ha promeso di portare a Juncker “uno spettro completo del programma riformatore”.

Tria ha annunciato nuove dismissioni del patrimonio pubblico, “soprattutto immobiliari, perché hanno effetto anche sul deficit”.

Il termine ultimo per trovare un’intesa con la Commissione è il 19 dicembre, giorno in cui è prevista l’ultima riunione del collegio dei commissari per il 2018, spiega una delle fonti.

Entro la stessa data il Senato dovrebbe aver concluso l’esame della manovra.

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