December 5, 2018 / 2:08 PM / a year ago

Italia, risparmiatori nervosi guardano a Svizzera come porto sicuro

MILANO/ZURIGO (Reuters) - Gli italiani, preoccupati dall’incertezza politica, stanno guardando oltre frontiera, soprattutto verso la Svizzera, per trovare un porto sicuro alla ricchezza.

Una filiale del Credit Suisse a Zurigo, lo scorso 1 novembre. REUTERS/Arnd Wiegmann

E’ quanto riferiscono diversi asset manager e adviser finanziari.

Lo scontro in atto tra il governo di Roma e la Commissione Ue sulla manovra di bilancio ha gettato ombre lunghe e pesanti sui risparmiatori italiani. E spinto alcuni a guardare a destinazioni alternative per il denaro.

Holger Schmitz, gestore patrimoniale di Schmitz & Partner, con sede in Svizzera, sulle sponde del lago Maggiore, può testimoniare su un ritorno d’interesse da oltre frontiera. “Dall’inizio dell’estate”, racconta, “molti italiani temono che l’Italia abbandoni l’area dell’euro. Questo è il motivo per cui molte persone benestanti dell’Italia settentrionale hanno fatto il breve viaggio per trasferire denaro nelle banche svizzere e poi convertirlo in franchi”.

Anche Franco Citterio, a capo dell’associazione bancaria del Canton Ticino, sottolinea questa tendenza. “Abbiamo notato un incremento delle richieste di informazioni su come aprire un conto, su come investire, su quali sono le alternative all’euro o ai bond italiani”, spiega Citterio. “Ci sono domande, ci sono visite, c’è interesse”.

FLUSSI DI CAPITALE VERSO LA SVIZZERA

Trasferire denaro dall’Italia alla Svizzera è legale. Può essere fatto elettronicamente, quindi non c’è bisogno che gli italiani attraversino la frontiera, come facevano un tempo i cosiddetti spalloni, portando grandi quantità di denaro, che, tra l’altro, le banche svizzere non potrebbero comunque accettare.

I dati della banca dei regolamenti internazionali (Bri) mostrano che gli istituti svizzeri stanno beneficiando di flussi di capitale da clienti privati e aziende italiani: a fine giugno, infatti, nell’arco degli ultimi nove mesi erano aumentati del 5%, a 13,68 miliardi di dollari.

Le cifre del terzo trimestre non sono ancora disponibili, ma i banchieri suggeriscono che la tendenza identificata alla fine del primo semestre si sarebbe rafforzata. Anche perché l’attuale governo guidato da Giuseppe Conte, sostenuto da Lega e Movimento cinque stelle, è in carica da fine maggio.

“Quando cresce l’incertezza, il denaro esce dall’Italia”, dice un banchiere privato svizzero.

Fabio Poma, amministratore delegato del wealth manager WMM di Lugano, afferma che alcuni clienti preoccupati per la situazione in Italia hanno iniziato a portare denaro in Svizzera.

“La sicurezza maggiore che puoi avere adesso è trasferire i soldi in un altro Paese”, sostiene Poma. “Le persone che non si sentono sicure hanno l’opportunità di investire denaro in altre valute”.

Il vice primo ministro italiano Luigi Di Maio il mese scorso ha assicurato che il governo si è impegnato a rimanere nella zona euro e il collega Matteo Salvini ha negato l’ipotesi di introdurre un’imposta straordinaria sui patrimoni.

Tuttavia, lo scontro tra Roma e Bruxelles innervosisce gli italiani. I risparmiatori ricordano ancora quando, nel 1992, il governo, allora guidato da Giuliano Amato, alle prese con una crisi valutaria, impose un prelievo forzoso una tantum su risparmi e conti corrente.

Un imprenditore del Nord ha rivelato a Reuters di aver deciso di aprire un conto bancario a Lugano nell’ottobre dell’anno scorso. L’anno scorso ha incassato 500.000 euro in contanti grazie a una vendita e non ha reinvestito immediatamente la liquidità.

Successivamente, nel marzo scorso, gli italiani hanno eletto un parlamento con una maggioranza formata da due forze populiste, ovvero M5s e Lega.

“Non mi sento sicuro di lasciare tutti quei soldi parcheggiati qui”, spiega l’imprenditore, che preferisce mantenere l’anonimato. “Voglio un’exit strategy garantita se le cose dovessero peggiorare”.

Per le banche svizzere, ovviamente, l’afflusso di capitali è benvenuto. Ma Andrea Caraceni, amministratore delegato del multifamily office CFO Sim, ritiene che trasferire fondi oltre confine non sia sufficiente per sfuggire a un eventuale rischio Italia. “L’unica forma di protezione è spostare la residenza all’estero”, spiega Caraceni.

Andrea Tavecchio, managing partner di Tavecchio Caldara & Associati — studio che assiste clientela privata, istituzioni finanziarie, family office, trustee e gruppi societari —, parla di “grandissimo interesse per capire che cosa vuol dire spostare i soldi all’estero”, ma precisa che “siamo in una fase di studio, la massa non ha ancora deciso”. Vuole trovarsi pronta, però, se le cose dovessero peggiorare.

L’interesse, è indubbio, si è impennato. “Ora dedico tre riunioni la settimana a questo tema, mentre prima ne dedicavo una al mese”, nota Tavecchio. “C’è molta emozionalità e irrazionalità. Ma è indubbio che i risparmiatori stanno votando”, conclude. “Da ‘affluent’ in su c’è una sfiducia totale in questo governo”.

— hanno collaborato Elisa Anzolin, Massimo Gaia, Valentina Za e Hakan Ersen

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