December 5, 2018 / 1:18 PM / a year ago

Bce discute idee per ritiro graduale stimolo in 2019

FRANCOFORTE (Reuters) - I vertici della banca centrale europea (Bce) stanno discutendo le modalità per ridurre gradualmente le misure di stimolo della politica monetaria.

All’esame ci sono misure come un nuovo tipo di prestiti pluriennali e incrementi scaglionati dei tassi di interesse.

E’ quanto riferito a Reuters da diverse fonti.

La Bce avrà un compito difficile nei prossimi due anni: togliere lo stimolo senza danneggiare un settore bancario ancora profondamente spaccato su base nazionale.

Cinque fonti vicine al consiglio direttivo della Bce dicono che i responsabili dei tassi da tempo stanno pensando a come facilitare la transizione, incluso un aumento del solo tasso di interesse sui depositi bancari, in un primo momento, e l’offerta di prestiti pluriennali a tassi variabili su un base permanente.

Queste idee sono in cantiere per evitare la carenza improvvisa di liquidità temuta da banchieri e investitori.

Un portavoce della Bce non ha voluto commentare.

Il dibattito è ancora in una fase iniziale ed è improbabile che venga posto all’ordine del giorno del consiglio direttivo del 13 dicembre, occasione, invece, per parlare di come reinvestire i 2.600 miliardi di euro di liquidità derivante dalle obbligazioni in portafoglio.

Le altre decisioni verranno adottate nel 2019. In particolare, ci si focalizzerà su come rendere più omogenea la diffusione della liquidità.

Le banche in Germania e in Francia sono sedute su centinaia di miliardi di euro di riserve in eccesso, mentre gli istituti di credito in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia chiedono prestiti alla Bce, in particolare attraverso le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Tltro).

Allo stato, dunque, le banche dell’Europa meridionale, una volta scaduto il Tltro, dovranno fare affidamento sulle aste settimanali della Bce o sulle operazioni di rifinanziamento standard.

Di conseguenza, il tasso di scambi sul mercato interbancario, attualmente ancorato al meccanismo di deposito sotto zero della Bce, salirà notevolmente, rendendo i prestiti più costosi per il resto dell’economia.

Per questo motivo, anche i membri più conservatori del consiglio direttivo sono disponibili a discutere un nuovo ciclo di prestiti pluriennali alle banche il prossimo anno, anche se a condizioni diverse rispetto alle precedenti, dicono le fonti.

Ciò consentirebbe alle banche di soddisfare un requisito normativo in base al quale disporre di una certa quantità di finanziamenti pluriennali, noto come net stable funding ratio, e prevenire il collo di bottiglia che si vedrebbe con la scadenza dell’ultima operazione di Tltro, nel 2021.

Un’idea sul tavolo è rendere i Tltro una struttura permanente, con un tasso di interesse variabile che tiene conto dell’operazione standard di rifinanziamento della Bce, aggiunge una delle fonti.

Ciò eviterebbe di legare le mani a Francoforte quando deciderà di alzare definitivamente il tasso di riferimento dallo zero, dove si trova da marzo 2016.

(Francesco Canepa e Balazs Koranyi)

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