January 10, 2018 / 1:53 PM / 10 months ago

ELEZIONI 2018 - Euro, dall'uscita al "piano B", il dietrofront del M5s

M5s: Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista a Roma il 25 ottobre scorso per una manifestazione contro la legge elettorale. REUTERS/Tony Gentile/File Photo

ROMA (Reuters) - Ieri il capo politico e candidato premier del M5s Luigi Di Maio ha detto che “non è più tempo per l’Italia di uscire dall’euro”, pur lasciando aperta la porta a un referendum consultivo sulla moneta unica europea nel caso in cui la Ue non accettasse alcune modifiche dei trattati chieste dai grillini.

Beppe Grillo, oggi garante del M5s, nel novembre 2016 diceva: “Un referendum sull’uscita dall’euro è uno dei punti del nostro programma europeo”.

Nel marzo del 2017 Di Maio insisteva: “Noi siamo per votare per non restare nell’euro”, affidando la decisione a un referendum tra gli elettori.

Nel giugno 2017, parlando con Reuters, la deputata Carla Ruocco, membro della commissione Finanze di Montecitorio, aveva però spiegato che l’idea del referendum era un “Piano B”, o “uno strumento di negoziato” con la Ue, per ottenere le modifiche richieste ai trattati.

Ieri la retromarcia.

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