13 novembre 2017 / 17:10 / tra 5 giorni

Pensioni, governo mette 300 mln per ammorbidire uscita. Verifica finale sabato

ROMA (Reuters) - Un pacchetto di misure da 300 milionI per alleggerire l‘uscita dal lavoro di alcune categorie, senza modificare il principio dell‘adeguamento automatico dell‘età pensionabile all‘aspettativa di vita.

Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, in Senato. REUTERS/Alessandro Bianchi

E’ quanto proposto dal governo ai sindacati nel vertice sulle pensioni a Palazzo Chigi.

La verifica finale è rinviata a sabato mattina perché Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto all‘esecutivo di scrivere in maniera dettagliata i testi.

Secondo quanto riferito da una fonte, il premier Paolo Gentiloni ha parlato di un “pacchetto di proposte innovative... Abbiamo lavorato sulla traccia dell‘accordo dello scorso anno con un impegno finanziario cospicuo per sette misure che valgono circa 300 milioni di euro. Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo”.

Al primo posto, c‘è “l‘esenzione dell‘adeguamento all‘aspettativa di vita per 15 categorie di lavori gravosi”, ha riferito la fonte.

Si tratta di 15 categorie professionali che nelle intenzioni del governo continueranno ad andare in pensione a 66 anni e 7 mesi e non a 67 come accadrà per gli altri dal 2019. Alle 11 tipologie previste dall‘Ape social, si aggiungono pescatori, marittimi, agricoltori e operai siderurgici.

PADOAN: NO A MODIFICHE CHE PESINO SU CONTI E MERCATI

Il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, ha ribadito che “sospendere il meccanismo dell‘aspettativa di vita avrebbe un doppio costo: uno sui conti pubblici e uno sui mercati finanziari internazionali”. Quindi non si può fare.

Si procederà anche a una revisione meccanismo di calcolo dell’ aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco dell‘età e sarà predisposto un sostegno alla previdenza integrativa dei lavoratori pubblici. L‘esecutivo creerà una commissione che studi la gravosità delle occupazioni e aiuti a separare previdenza e assistenza. Ci sarà poi un miglioramento del fis (fondo integrazione salariale) e saranno riutilizzate le risorse per l‘Ape social e i precoci anche nel 2018. Il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, ha confermato che queste sono le proposte dell‘esecutivo.

Gentiloni, secondo la fonte, non ha escluso ulteriori possibilità correttive. Ma questa intesa sarebbe un segnale di collaborazione tra governo e parti sociali molto positivo per il paese”.

Potrebbero essere i partiti, nel corso dell‘esame della legge di Bilancio, a proporre modifiche in tema previdenziale ma l‘impianto generale della manovra è segnato.

Al termine della riunione, la Cgil ci tiene a marcare la distanza. Secondo la leader Susanna Camusso, la platea di categorie indicata dal governo per uscire prima dal lavoro “è assolutamente insufficiente” e mancano risposte su giovani, lavoro di cura e previdenza complementare.

Più accomodanti i segretari di Cisl e Uil, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, che hanno chiesto al governo di mettere per iscritto le proposte per una “valutazione nel merito”.

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