13 novembre 2017 / 13:40 / tra 12 giorni

AC Milan, avviata trattativa esclusiva su rifinanziamento debito con Elliott

MILANO (Reuters) - Il rifinanziamento del debito dell‘AC Milan e del socio di maggioranza del club nei confronti del fondo Elliott è oggetto di una trattativa esclusiva con un unico soggetto, della durata di otto settimane.

L'amministratore delegato del Milan Marco Fassone assieme all'allenatore Vincenzo Montella REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo ha detto nel corso dell‘assemblea degli azionisti l‘amministratore delegato Marco Fassone, secondo due soci presenti all‘incontro.

Nell‘ambito dell‘operazione di acquisizione del 99,93% del club rossonero da Fininvest, Rossoneri Sport Investment Luxembourg -- la holding che controlla il Milan, facente capo all‘imprenditore cinese Li Yonghong -- ha ricevuto finanziamenti per 180 milioni di euro dal fondo Usa.

Quest‘ultimo ha inoltre sottoscritto due bond, emessi dal Milan, per un importo complessivo di 128 milioni di euro. L‘importo totale da rifinanziare è quindi 308 milioni di euro.

Il tasso d‘interesse medio dei prestiti erogati da Elliott -- tutti in scadenza ad ottobre 2018 -- è di poco inferiore al 10%. Il Milan è stato dato in pegno a garanzia dei finanziamenti ricevuti e se gli impegni non venissero rispettati, Elliott, in base agli accordi, diverrebbe il proprietario del club.

Fassone, hanno spiegato i soci al termine dell‘assemblea, non ha reso noto il nome del soggetto che potrebbe subentrare al fondo statunitense, garantendo condizioni più favorevoli delle attuali, sia in termini di durata, del tasso e dei covenant, che attualmente vengono verificati ogni due mesi.

Più fonti spiegano che al momento sarebbero fuori dalla partita rifinanziamento Goldman Sachs e Merrill Lynch, le due banche d‘affari che nelle scorse settimane persone vicine alla situazione avevano dato in corsa per subentrare ad Elliott.

AUMENTO CAPITALE: VERSAMENTI LI IN LINEA AD ESIGENZE

Finora, ha comunque rassicurato durante l‘assemblea da lui presieduta l‘avvocato Roberto Cappelli, membro del cda, il nuovo socio di maggioranza ha provveduto ad effettuare versamenti per 49 milioni di euro nell‘ambito dell‘aumento di capitale da circa 60 milioni, in misura perfettamente in linea con le esigenze finanziarie della società.

Oltre alla tranche finale, Li potrebbe dover sottoscrivere un nuovo aumento di capitale dell‘importo massimo di 60 milioni di euro, per il quale il cda ha già ricevuto la delega, che con buona probabilità verrà esercitata, visto che il Milan chiuderà l‘esercizio 2017/2018 in rosso, alla luce degli ingenti investimenti effettuati sul mercato e l‘incremento del monte ingaggi.

Il rendiconto approvato oggi ha certificato una perdita di 32,6 milioni di euro a livello consolidato contro 34,2 milioni di euro di rosso del primo semestre 2016, anno chiusosi con un passivo di circa 75 milioni.

Il bilancio copre solo sei mesi per la decisione del management di effettuare il passaggio dell‘esercizio sociale dall‘anno solare adottato nell‘era Fininvest alla stagione sportiva, cioè dal 1°luglio al 30 giugno dell‘anno successivo.

RICAVI DALLA CINA PER ORA INFERIORI AD ATTESE

I primi tre mesi dell‘esercizio in corso, ha anticipato Fassone, hanno mostrato un aumento dei ricavi superiore alle aspettative, con l‘eccezione di quelli relativi alle attività commerciali in Cina, imputabile, secondo il management, ai ritardi burocratici dell‘avviamento del business.

Parlando con i piccoli soci, inoltre, l‘AD rossonero ha spiegato che la società prevede di raggiungere il breakeven al terzo anno di gestione, ha ribadito la possibilità di uno sbarco in Borsa su una piazza asiatica nel 2020 ed ha espresso fiducia nei confronti della decisione Uefa sulla proposta di voluntary agreement, presentata la settimana scorsa dal Milan, per derogare alla norme sul fair play finanziario.

La risposta dell‘organismo che governa il calcio europeo è attesa entro Natale. Nei piani presentati all‘Uefa non è previsto uno stadio di proprietà, che però resta un obiettivo di medio termine, ha assicurato l‘AD.

La società rossonera preferirebbe restare a San Siro, impianto del Comune di Milano, attualmente condiviso con i cugini dell‘Inter, anch‘essi interessati ad un utilizzo esclusivo. Sono state perciò avviate le prime ricerche per altre possibili soluzioni. Sarà annunciato all‘inizio dell‘anno il nuovo sponsor tecnico che subentrerà ad Adidas.

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