10 novembre 2017 / 11:29 / tra 14 giorni

Commissione Banche, tregua su Venete, fari su Mps, richieste per Draghi

ROMA (Reuters) - Concluso per ora il ciclo di audizioni su Veneto banca e Popolare di Vicenza, la commissione d‘inchiesta chiamata ad indagare le cause dei crac bancari si concentrerà dalla prossima settimana su Mps, la cui crisi trae origine da alcune operazioni condotte quando l‘attuale presidente della Bce, Mario Draghi, era ancora governatore di Bankitalia.

Il presidente della Bce Mario Draghi. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Ieri, sulle banche venete, la commissione ha ascoltato separatamente la testimonianza di Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza di Via Nazionale, e di Angelo Apponi, direttore generale Consob, ma non si è andati avanti con l‘annunciato ‘faccia a faccia’.

Non è escluso tuttavia che i parlamentari tornino a chiedere il confronto diretto una volta letti in dettaglio i verbali di seduta.

Per ora ciò che resta agli atti è lo scambio di critiche reciproco: Consob accusa Bankitalia di averla informata tardivamente o affatto di quanto era emerso di rilevante durante le ispezioni alle due banche venete; Bankitalia ha chiarito il suo punto di vista e ha citato una informativa, datata 25 novembre 2013, in cui avvisava Consob che Veneto banca valutava le azioni in modo incoerente rispetto al contesto di crisi economica. Per Bankitalia quello sarebbe stato un warning sufficiente.

Martedì 14 novembre la commissione apre un nuovo capitolo e ascolterà i magistrati che stanno indagando su Mps, ricapitalizzata dallo Stato con 3,9 miliardi nell‘ambito di un salvataggio che prevede anche 1,5 miliardi di ristoro per i titolari di obbligazioni junior.

La parabola discendente della banca senese inizia nel 2007 con l‘acquisizione per circa 9 miliardi di Antonveneta e prosegue con le operazioni in derivati -- ‘Fresh’, ‘Santorini’ e ‘Alexandria’ fatte per occultare alle autorità di vigilanza la reale condizione del bilancio.

Il Movimento cinque stelle chiede da settimane di voler sentire la versione di Draghi, predecessore di Ignazio Visco a Bankitalia tra il 2006 e il 2011.

Dal Partito democratico non è emersa finora una posizione chiara. “Non ci sono tabù né veti. L‘elenco di audizioni lo facciamo discutendo con le altre formazioni politiche”, ha detto ieri in proposito Matteo Orfini.

Senza contare le garanzie pubbliche, il ministero dell‘Economia ha messo sul piatto complessivamente oltre 10 miliardi a copertura del fabbisogno di capitale di Mps, Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

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