10 novembre 2017 / 09:09 / 9 giorni fa

Italia, produzione cala oltre attese a settembre ma darà apporto positivo a Pil 3° trimestre

MILANO/ROMA (Reuters) - Dopo quattro rialzi mensili consecutivi, la produzione italiana ha registrato una contrazione più brusca delle attese a settembre, suggellando un terzo trimesre che resta comunque positivo ed in cui l‘industria dovrebbe fornire un apporto alla crescita dell‘economia.

Un tecnico al lavoro in una fabbrica. REUTERS/Alessandro Garofalo

Secondo i numeri preliminari diffusi stamane da Istat, a settembre la produzione è scesa di 1,3% su mese dopo +1,2% in agosto, quando i numeri avevano sorpreso verso l‘alto.

La mediana delle stime degli analisti per il dato odierno prospettava una discesa congiunturale di 0,3%.

Su base annua, la crescita ha rallentato a 2,4% da 5,8% di agosto, mentre le attese convergevano su una decelerazione a 4,8%.

“I livelli di attività rimangono comunque elevati ed allineati con quelli di luglio 2017 per tutti i principali raggruppamenti, ad eccezione dell‘energia”, fa notare Istat.

Va ricordato inoltre come i mesi di agosto e settembre siano caratterizzati da una volatilità elevata, legata alla chiusura estiva delle imprese.

Nella media del trimestre luglio-settembre la produzione è aumentata dell‘1,5% nei confronti dei tre mesi precedenti, mostrandosi in accelerazione rispetto alla crescita congiunturale registrata nel trimestre precedente (+1,2%).

“L‘industria comunque contribuirà positivamente al Pil del terzo trimestre”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit, che si aspetta una crescita dell‘economia di 0,4% per il periodo luglio-settembre, dopo +0,3% registrato nel secondo trimestre.

Secondo Paolo Pizzoli, economista di Ing, il dato odierno risulta compatibile con una crescita congiunturale del Pil pari a 0,5% nel terzo trimestre e di 1,5% nella media del 2017, proiezione in linea con quella del governo.

I numeri preliminari del Pil del terzo trimestre saranno forniti da Istat martedì 14 novembre.

BRUSCA FLESSIONE ENERGIA

Tornando alla produzione industriale, ad appesantire il dato di settembre è stata la brusca correzione dell‘energia dopo il balzo di agosto (-6,3% su mese) ma hanno segnato una battuta d‘arresto anche beni strumentali (-2%) e beni intermedi.

“Se l‘energia ha sicuramente guidato il calo, c‘è stata anche una correzione del manifatturiero, reduce da diversi mesi positivi”, sottolinea Federico.

A perimetro trimestrale tutti i principali raggruppamenti di industrie mostrano un andamento positivo: i beni di consumo segnano +1,8%, quelli strumentali e intermedi +2,8% e +1,7% e l‘energia segna +0,3%.

“Bisognerà vedere quale sarà l‘evoluzione dei prossimi mesi, ma in un‘ottica di un paio di trimestri è difficile vedere elementi negativi in grado di sconvolgere l‘intonazione positiva”, conclude Pizzoli.

Allargando lo sguardo agli altri Paesi europei, anche la produzione industriale tedesca a settembre ha mostrato un calo dell‘1,6% su mese a fronte di attese per -0,8%. Crescita in linea alle attese in Francia, dove la produzione è salita di 0,6% dopo -0,2% di agosto.

Il dato relativo all‘intera zona euro è in agenda martedì 14 novembre: il consensus degli analisti suggerisce una flessione congiunturale di 0,6%.

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