9 novembre 2017 / 10:02 / in un mese

Bce, Nouy apre a possibile slittamento adozione nuove regole su Npl

FRANCOFORTE (Reuters) - La numero uno della supervisione bancaria della Banca centrale europea Daniele Nouy ha aperto alla possibilità di ritardare l‘introduzione delle contestate nuove regole sui crediti deteriorati dopo la forte opposizione nel metodo e nel merito da parte dell‘Italia e del Parlamento europeo.

Il numero uno della supervisione bancaria della Banca centrale europea Daniele Nouy . REUTERS/Susana Vera

“Se tra (la fine della consultazione) l‘8 dicembre e l‘inizio dell‘anno... avremo difficoltà a utilizzare pienamente quello che ci viene consegnato, questo potrebbe significare che l‘1 gennaio 2018 non è la data migliore per iniziare”, ha detto Nouy al Parlamento europeo.

“Posso proporre di darci un po’ più di tempo”, ha detto affermando che il documento in consultazione può essere migliorato e che le osservazioni del Parlamento europeo sono benvenute nell‘aiutare la Bce ad affrontare il problema dei crediti deteriorati delle banche europee.

“Ovviamente terremo seriamente conto di tutti i validi consigli legali che stiamo ricevendo. Ciò può avere conseguenze”, ha aggiunto.

Le nuove linee guida sono in consultazione fino all‘8 dicembre e hanno già sollevato dure contestazioni sia del governo italiano, sia della Banca d‘Italia sia del Parlamento europeo, che ha il supporto di un parere legale secondo il quale le misure prospettate vanno oltre le competenze della vigilanza di Francoforte.

Sulla questione è tornato stamani il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che in occasione di un convegno ha ribadito che “è il Parlamento europeo a scrivere le leggi insieme al Consiglio e non possono essere i tecnocrati... a decidere quali sono le regole per i cittadini. Mi hanno accusato di difendere le banche (ma) ho posto il problema del ruolo della politica in Europa”.

“Gli Npl sono ancora un problema a cui il nostro sistema bancario deve far fronte, ma non ci dimentichiamo i risultati”, ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni, intervenendo allo stesso convegno, e ha ricordato che i Non performing loans “sono diminuiti del 25% negli ultimi nove mesi”.

L‘addendum della Bce prevede che dal primo gennaio 2018 i nuovi crediti deteriorati debbano essere coperti al 100% in due anni se non assistiti da garanzia e in sette anni se garantiti. Chi contesta questa regola, sostiene tra le altre cose che implichi de facto una modifica delle regole sui requisiti di capitale delle banche europee, che non è di competenza della vigilanza.

Nouy ha comunque insistito che queste nuove regole devono essere adottate e che in tal caso ricadrebbe nelle competenze della vigilanza di Francoforte.

“Adesso è il momento giusto per un passo aggiuntivo di questo tipo, considerando che al momento abbiamo in Europa condizioni economiche molto favorevoli”, ha detto Nouy alla commissione economica del Parlamento europeo a Bruxelles.

“Questo addendum, una volta adottato, ricade all‘interno del mandato di vigilanza e dei poteri della Bce”.

Oggi l‘AD di UniCredit, Jean Pierre Mustier, ha detto che l‘impatto del cambiamento del quadro regolatorio incluso l‘addendum e le norme di Basilea 4 sono “pienamente gestibili” per la propria banca.

(Francesco Canepa e Balazs Koranyi)

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