25 ottobre 2017 / 14:04 / un mese fa

Rosatellum, Senato vota fiducie ma governo a corto consensi

ROMA (Reuters) - di Massimiliano Di Giorgio

Il senatore del M5s Stefano Lucidi partecipa bendato al voto di fiducia sulla legge elettorale in corso a Palazzo Madama. REUTERS/Remo Casilli

ROMA, 25 ottobre (Reuters) - Il governo ha incassato oggi cinque volte la fiducia sulla legge elettorale al Senato, anche se i suoi margini di manovra in vista del voto sulla legge di bilancio ora sembrano ristretti.

La raffica di fiducie su cinque dei sei articoli di cui si compone il cosiddetto Rosatellum Bis - già approvato dalla Camera il 18 ottobre - è stata votata nel pomeriggio, a partire dalle 14, più o meno una ogni ora.

Domani mattina si terrà il voto finale, a scrutinio palese.

L‘obiettivo del leader del Pd Matteo Renzi di approvare una legge elettorale con il consenso di almeno parte dell‘opposizione è stato raggiunto: il nuovo sistema di voto (per poco più di un terzo maggioritario e per il resto proporzionale) ha il sostegno anche di Forza Italia e della Lega Nord, oltre che degli alleati di Ap e dei verdiniani di Ala, di fatto schierati con la maggioranza.

Ma la decisione di accelerare i tempi e porre tre fiducie a Montecitorio e cinque a Palazzo Madama, per evitare i voti segreti, ha spaccato ulteriormente il centrosinistra.

E oggi sembra molto difficile che Mdp, per non dire di Sinistra italiana, intenda allearsi con il Pd alle prossime elezioni, che si terranno probabimente a marzo. Anche se questa legge elettorale è fatta proprio per incentivare le coalizioni.

Sulla scelta del Pd e del governo ha pesato l‘imminenza delle elezioni siciliane del 5 novembre, considerate un test nazionale. Giorni fa, una fonte governativa spiegava che si voleva evitare che dopo i risultati del voto qualcuno cambiasse idea sul Rosatellum Bis.

Ma anche Palazzo Chigi ora deve correre ai ripari e trovare consenso per la Finanziaria, dato che oggi ogni fiducia è stata approvata con circa 150 voti, cioè meno della maggioranza assoluta. Anche considerando i 4-5 dissidenti Pd che erano contrari alla legge e alle fiducie, il governo è a corto di consensi.

Mdp, che ieri ha ribadito di essere uscita definitivamente dalla maggioranza, ha già criticato la legge di bilancio. Fonti governative hanno però detto che c‘è la possibilità di modificare alcuni punti della legge, per esempio sul superticket sanitario, per cercare di ammorbidire gli ex Pd.

Il governo lavora anche alla possibilità, come ha confermato oggi una fonte governativa, dopo l‘approvazione della legge di bilancio, di porre la fiducia in aula sullo Ius Soli, provvedimento sostenuto dalla sinistra ma che vede contraria Ap.

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