24 ottobre 2017 / 11:02 / un mese fa

Eni investe 4 miliardi nella riconversione, scommette su biodiesel Venezia e Gela

PORTO MARGHERA (Venezia) (Reuters) - Eni punta sulla bioraffinazione e sulla chimica verde. Negli ultimi tre anni la major ha speso in Italia 15 miliardi di euro e per il prossimo quadriennio prevede di rilanciare con 21 miliardi, di cui 4 miliardi per la riconversione industriale, per portare avanti un percorso di profonda trasformazione che tocca tutti i settori di business, non solo la raffinazione: dall‘upstream alla chimica, dalla generazione di energia elettrica alle bonifiche.

Il logo Eni in una stazione di servizio. REUTERS/Arnd Wiegmann/File Photo

E’ questo il messaggio che viene, oggi, da Porto Marghera dove il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha visitato la bioraffineria Eni. “Siamo i primi al mondo a convertire una raffineria industriale in bioraffineria e questo ci ha permesso di ridurre le emissioni del 50-80% e anche le polveri. E andiamo avanti su questa strada”, ha detto il presidente, Emma Marcegaglia.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha ricordato che “Porto Marghera è uno dei luoghi storici dell‘industria italiana, una raffineria a lungo vista come un impianto che provocava problematiche ambientali, ora ci troviamo in una raffineria verde e la più avanzata a livello mondiale. Oggi non solo è possibile, ma è successa la riconversione”.

Il numero uno di Eni, Claudio Descalzi, ha ripercorso gli ultimi anni di crisi del settore della raffinazione che, in Europa, ha portato alla chiusura di 23 raffinerie e a un eccesso di 40-50 milioni di tonnellate e “questo ci stava portando a chiudere le raffinerie più vecchie come Gela e Venezia. Noi abbiamo fatto una scelta diversa e Venezia si è aperta a questo sviluppo”.

In questo modo è stato possibile mantenere l‘occupazione media nella raffineria di Porto Marghera di 500 unità, “oggi l‘impianto lavora circa 350mila tonnellate all‘anno utilizzando come carica olio di palma, ma si sta già trasformando e potremo trattare oli fritti o esausti, come quello di McDonald‘s, grassi animali e residui vegetali”.

Descalzi ha sottolineato che questi investimenti Eni li farà anche nel resto del Paese: “Negli ultimi anni abbiamo investito 4 miliardi e nei prossimi quattro ne investiremo altrettanti. Questo vale anche per Gela che inizierà il prossimo anno e insieme a Venezia produrranno 1,1 milioni di tonnellate di biodiesel l‘anno che è sufficiente per soddisfare tutta la domanda italiana e oltre, stiamo vendendo sia in Italia che all‘estero”.

Questo ammontare di investimenti include anche lo sviluppo della chimica verde. “Due anni fa abbiamo firmato un protocollo di accordo per trasformare la chimica verde e stiamo studiando il mercato. I sindacati hanno scritto una lettera a me e al premier per chiedere che cosa succede con la chimica verde, confermo che stiamo finalizzando il progetto per aggiornarlo alle ultime ricerche sulla chimica verde, poi deve trovare un mercato”, ha concluso l‘AD di Eni.

(Giancarlo Navach)

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