23 ottobre 2017 / 16:30 / in un mese

Referendum Lombardia e Veneto, al più presto trattative col governo

MILANO (Reuters) - Dopo il referendum consultivo di ieri sull‘autonomia, Veneto e Lombardia -- governate dalla Lega Nord -- puntano ad aprire al più presto il confronto col governo centrale su tutte le 23 materie previste dalla Costituzione.

Referendum Lombardia e Veneto, al più presto trattative col governo. REUTERS/Alessandro Garofalo

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -- forte dell‘affluenza del 57,2%, con il Sì al 98,1% -- ha detto oggi che chiederà lo statuto speciale e di contare di “chiudere la partita prima di fine anno, ai primi di dicembre”.

Roberto Maroni, governatore della Lombardia, dove l‘affluenza si è attestata al 38,26% e i Sì sono stati il 95,29%, ha spiegato di essere pronto a giocare la partita in modo leale e che da domani il consiglio regionale inizierà la procedura per “aprire nei tempi più rapidi possibili il confronto col governo e mettere a frutto il risultato ottenuto”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è detto pronto a trattare su tutte le materie previste, ha detto ancora Maroni, “compreso il coordinamento del sistema tributario”, che vedrà anche il coinvolgimento del ministero dell‘Economia quando si tratterà di discutere il cosiddetto residuo fiscale da lasciare alle Regioni. “Il Mef sarà un osso durissimo, ma anche da questa parte c’è qualcuno con le spalle larghe”, ha precisato il governatore lombardo.

Dal punto di vista politico, Maroni ha sottolineato di voler seguire la “strada istituzionale” e di voler lasciare le conseguenze politiche del voto all‘interno del centro destra al leader della Lega Nord Matteo Salvini.

Ma sull‘esito della consultazione non si è fatto attendere il commento di Silvio Berlusconi, che si è detto soddisfatto del risultato del referendum, “sostenuto con convinzione e con l’impegno attivo di Forza Italia”.

“Ora comincia una fase nuova: credo che toccherà a noi, quando torneremo alla guida del Paese dopo le elezioni, dare compiuta attuazione a una riforma che potrà riguardare tutte le regioni italiane”, si legge in una nota a firma dell‘ex-presidente del Consiglio. 

Anche il leader del Pd, Matteo Renzi, ha commentato i risultati, sostenendo che non vanno minimizzati. “Il messaggio non è la deriva catalana o la secessione padana come chiedono pochi invasati. Il messaggio è serio: si chiedono più autonomia e più efficienza, maggiore equità fiscale, lotta agli sprechi a livello centrale e periferico”, ha scritto Renzi su Fb, sottolineando che la riduzione della pressione fiscale “è la vera priorità”.

“Hanno spesso ironizzato dicendo che ridurre le tasse non è cosa di sinistra. Io penso al contrario che oggi la riduzione delle tasse sia un‘esigenza di tutti, specie dei ceti più deboli. Farlo nei primi mesi della prossima legislatura è il nostro assillo perché è la vera strategia necessaria al Paese”.

MARONI: RESPONSABILITA’ SU AUTONOMIA

Gli elettori di entrambe le Regioni erano chiamati ad esprimersi a favore o contro al fatto che Veneto e Lombardia chiedessero al governo “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”, nell‘ambito dell‘unità nazionale.

Una delle principali critiche rivolte all‘iniziativa referendaria è però che per avviare una trattativa con il governo non fosse necessario indire la consultazione, ma fosse sufficiente un provvedimento regionale, come ha fatto l‘Emilia-Romagna.

Ma ”se 3 milioni di lombardi sono andati a votare vuol dire che il tema dell‘autonomia è molto importante e io sento il carico di questa responsabilità”, ha detto oggi Maroni, che ha annunciato che presenterà una risoluzione del consiglio regionale.

ZAIA: POPOLO VUOLE VENETO AUTONOMO

Zaia ha invece parlato della presentazione di un nuovo documento, frutto di un processo per il quale “abbiamo approvato all‘unanimità in giunta straordinaria tre punti all‘ordine del giorno: una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento che prevede due letture in giunta; la costituzione di una ‘Consulta per l‘autonomia del Veneto’, che chiamerà tutti a esprimere pareri e nel giro di 15 giorni arriverà a una seconda lettura con tutte le eventuali osservazioni ed emendamenti; un disegno di legge per l‘autonomia speciale che completa le richieste di autonomia”.

“Si tratta del disegno di legge più breve della storia, ha infatti un solo articolo e chiede di inserire nell‘elenco delle Regioni a Statuto Speciale dopo le parole Val d‘Aosta la dicitura ‘e il Veneto’”, ha aggiunto il governatore veneto.

”Non c’è più una istanza della politica ma di un popolo che vota in maniera variegata ma che al 98% dice che vuole un Veneto autonomo”.

(Ilaria Polleschi)

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