19 ottobre 2017 / 09:32 / in un mese

Bankitalia, Gentiloni su nomina governatore guarda ad autonomia istituto

ROMA (Reuters) - La salvaguardia dell‘autonomia della Banca d‘Italia sarà il criterio che seguirà il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel decidere chi proporre per la carica di governatore della Banca d‘Italia, che scade a fine mese.

Il premier Paolo Gentiloni. REUTERS/Stephanie Keith

Lo dice una fonte di Palazzo Chigi che ha anche smentito oggi “le ricostruzioni di vario segno” pubblicate da alcuni quotidiani sullo scontro istituzionale seguito alla mozione del PD contro la riconferma del governatore in scadenza Ignazio Visco, appoggiata anche dal governo e fortemente criticata dal Quirinale.

Così come aveva già fatto il Capo dello Stato il giorno della presentazione della mozione alla Camera, anche Gentiloni, secondo la fonte, ha ben presente nella sua decisione l‘importanza di salvaguardare l‘autonomia della Banca d‘Italia.

La fonte non ha fornito indicazioni sulla scelta del nome.

“Le decisioni del Presidente del Consiglio saranno basate sulle prerogative a lui attribuite dalla legge ed ispirate esclusivamente al criterio di salvaguardia dell‘autonomia dell‘Istituto”, ha detto.

Alcuni quotidiani hanno scritto che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni non sarebbe stato informato del testo della mozione del PD, di cui sarebbe stata invece a conoscenza la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, vicina a Renzi.

Nel pomeriggio poi, la fonte di Palazzo Chigi ha aggiunto che Boschi gode della “piena fiducia” del presidente del Consiglio Gentiloni.

La nomina del governatore è fatta dal presidente della Repubblica su proposta del premier, sentito il consiglio superiore di Bankitalia e con una deliberazione del Consiglio dei ministri. Il mandato di Visco scade a fine ottobre ed è rinnovabile per altri sei anni.

Nei giorni scorsi una fonte governativa ha detto che il presidente della Repubblica propende per una riconferma di Visco. E lo stesso capo dello Stato non ha nascosto la sua irritazione per la scelta del partito di Matteo Renzi.

Oggi il segretario del Pd in un‘intervista al Quotidiano Nazionale ha detto a proposito della mozione che “il governo non era semplicemente informato: era d‘accordo”.

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