12 ottobre 2017 / 11:39 / 12 giorni fa

Legge elettorale, nonostante fiducia voto finale segreto agita governo

ROMA (Reuters) - Superato stamani anche il terzo e ultimo voto di fiducia sulla nuova legge elettorale, la Camera si prepara al voto segreto finale sull‘insieme del cosiddetto Rosatellum bis, ma nelle fila del governo e del Pd c‘è qualche agitazione sul rischio legato ai franchi tiratori, dicono alcune fonti.

Il premier Paolo Gentiloni. REUTERS/Stephanie Keith

Sulla carta, la legge - che sarà votata entro domani mattina - conta su una vasta maggioranza, essendo sostenuta, oltre che dal Pd, anche da Ap, Forza Italia e Lega Nord. In totale oltre 400 deputati su 630. Contrari invece M5s, Fratelli d‘Italia, Mdp e Sinistra Italiana.

Ma per garantire il patto tra partiti, il governo di Paolo Gentiloni - che pure aveva detto che non sarebbe intervenuto sulla materia elettorale - ha posto tre voti di fiducia sugli articoli principali della legge, proprio per il timore che col voto segreto si modificassero alcuni punti.

Già a giugno, un emendamento sui collegi elettorali in Trentino Alto Adige aveva fatto saltare l‘accordo sul cosiddetto “Tedeschellum”.

Nei giorni scorsi, diversi esponenti della minoranza Pd avevano espresso già critiche. E qualcuno, come Rosi Bindi, ha annunciato che voterà contro il testo. Ma ci sono anche malumori sia nel Pd che in Forza Italia sul metodo di elezione dei candidati nei collegi plurinominali.

Il rischio di una bocciatura eventuale della legge per mano dei franchi tiratori riguarda soltanto la Camera, perché al Senato il regolamento esclude il voto segreto finale.

Il governo non ha ancora deciso se porre la fiducia anche a Palazzo Madama.

“Se il voto segreto fa saltare la legge, salta anche Palazzo Chigi”, dice un membro del governo che non vuole essere citato. “Non ce la possiamo cavare dicendo che i voti di fiducia sono passati. Sarebbe un casino. E sarebbe una sconfitta anche per il Quirinale, dopo gli appelli del presidente a varare un sistema elettorale armonizzato tra le due Camere”.

Una volta approvata la legge elettorale, e il bilancio, - oltre che forse lo ius soli - il compito del governo sarebbe praticamente terminato, spiega la fonte. Questo dunque potrebbe innescare una manovra a tenaglia tra critici interni ed oppositori per far saltare la situazione e andare al voto col sistema proporzionale attuale.

“Se succedesse, sarebbe un problema pure per il rating dell‘Italia. Dopo la vicenda della Catalogna, gli occhi ora sono puntati su di noi”, dice ancora la fonte. E aggiunge che in queste ore sono in corso telefonate e messaggi per mettere in guardia i deputati dai pericoli di una bocciatura del Rosatellum Bis.

“ Se dovesse andare male, andrebbe male per tutti, non solo per (Matteo) Renzi”, avverte una seconda fonte, vicina al leader del Pd.

“Matteo sulla scelta della fiducia non ha messo bocca. L‘ha deciso il gruppo”, aggiunge.

Altri nel governo si mostrano però più ottimisti. Una persona vicina a Gentiloni dice: “Noi siamo fiduciosi”. Un altro membro del governo spiega: “Non vedo forze in grado di sovvertire il risultato”.

Una fonte governativa si limita a un “Vedremo”.

Tra i parlamentari della maggioranza c‘è chi insiste sui distinguo e spiega che un voto contro la legge non farebbe cadere l‘esecutivo: “Il governo sta prendendo la fiducia ed è una forzatura resa necessaria dai voti segreti. La legge elettorale non è una legge del governo”, dice ad esempio una deputata Pd.

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