11 ottobre 2017 / 15:22 / tra 5 giorni

Ue ammorbidisce piano su fondi garanzia depositi, rischio di scontro con Bce

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha proposto oggi nuove misure per rafforzare il settore bancario contro crisi future dopo due anni infruttuosi di colloqui tra i 28 Paesi dell‘area su iniziative più ambiziose.

Le misure più morbide sono pensate per convincere la Germania, la più grande economia del blocco e la più grande avversaria della possibilità di condividere il rischio bancario tra gli stati dell‘Ue.

Il ministro delle Finanze tedesco uscente, Wolfgang Schaeuble, ha ripetutamente sollevato preoccupazioni sul fatto che condividere i rischi potrebbe equivalere a un sostegno da parte delle più ricche banche tedesche alle rivali più deboli in altri paesi europei, come l‘Italia, la Grecia e il Portogallo.

Per convincere la Germania, che potrebbe avere un nuovo ministro delle Finanze altrettanto restio, la Commissione ha messo in campo un piano meno ambizioso, che riduce la condivisione del rischio bancario inizialmente prevista due anni fa.

Il piano, svelato da Reuters la scorsa settimana, scarta le prime proposte di completa condivisione a livello europeo della protezione dei risparmiatori in caso di crac bancari, lasciando l‘onere finanziario quasi del tutto in capo agli stati membri.

Le regole europee garantiscono tutti i depositi fino a 100.000 euro, una disposizione mirata a rafforzare la fiducia nel settore bancario dopo una crisi lunga dieci anni che ha visto il salvataggio di alcune importanti banche dell‘Ue.

Ma gli schemi nazionali esistenti per assicurare i depositanti sono considerati insufficienti nel caso di una grande crisi bancaria.

OMBRELLO BUCATO?

In base alle nuove proposte, uno Schema europeo di assicurazione (Edis) interverrebbe soltanto dopo il completo utilizzo delle risorse per proteggere i depositanti da parte degli schemi di garanzia nazionali.

Nella fase iniziale, EDIS fornirebbe solo prestiti ai fondi di garanzia nazionali pari a una frazione delle perdite, che salirebbero dal 30% al 90% nel 2021.

In una seconda fase, Edis coprirebbe direttamente le perdite dei correntisti, ma solo parzialmente, gli schemi di assicurazione nazionale continuerebbero a sostenere il peso maggiore delle crisi bancarie.

L‘avvio della seconda fase non sarebbe automatico ma dipenderebbe dalla capacità delle banche di ripulire il proprio bilancio e liberarsi delle sofferenze.

I crediti deteriorati stanno gradualmente diminuendo, ma rappresentano ancora quasi 1.000 miliardi di euro, per lo più a carico di istituti bancari di Paesi dell‘Europa meridionale.

La Commissione ha annunciato che farà nuove proposte legislative entro la primavera sulla questione di questi crediti, incluse misure per rilanciare un mercato secondario per le sofferenze e per favorire il recupero dei crediti, come i mutui.

Prenderà in considerazione anche possibili misure legislative sui “livelli minimi di accantonamento di cui le banche devono dotarsi per futuri crediti deteriorati derivanti da nuovi prestiti”.

Afme, l‘associazione europea per i mercati finanziari, ha espresso preoccupazione che un backstop prudenziale “non-proporzionato” possa aumentare i costi per le banche e ridurre l‘offerta di credito.

SCONTRO CON LA BCE?

Questa possibile proposta su più alte riserve di capitale potrebbe scontrarsi con i progetti della Bce di imporre analoghi requisiti già dal prossimo anno.

Anche se l‘obiettivo coincide con quello della Bce, il processo parallelo della Commissione potrebbe rallentare le cose. Le proposte legislative dell‘Ue richiedono il sostegno degli Stati e dei parlamentari dell‘Unione, un iter che in genere richiede mesi o anni prima che le norme entrino in vigore.

Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha detto in conferenza stampa di aspettarsi che la Bce tenga in considerazione le opinioni di altre istituzioni e gli attori del mercato prima di adottare qualsiasi misura.

Dombrovskis ha anche detto che legislatori e supervisori hanno poteri differenti e che la Bce può intervenire per affrontare i rischi su banche specifiche.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha chiesto alla Bce di coinvolgere il Parlamento in qualunque decisione sulle sofferenze.

L‘Italia ha criticato la mossa della Bce, chiedendo una più graduale riduzione delle sofferenze per evitare che si creino pericolosi buchi nei bilanci delle banche. La Germania sostiene la mossa della Bce.

Ma un parlamentare europeo vicino alla cancelliera tedesca Angela Merkel, Markus Ferber, ha attaccato la Bce oggi, dicendo che manca di “modestia” con il suo progetto sugli Npl.

“Non voglio vedere la Bce creare un regime parallelo di requisiti sul capitale che bypassa il legislatore”, ha detto Ferber.

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