11 ottobre 2017 / 13:01 / tra 8 giorni

Legge elettorale, Camera vota prima fiducia con 307 sì

ROMA (Reuters) - L‘aula della Camera, con 307 voti a favore e 90 contrari, ha votato la prima fiducia alla legge elettorale proposta dal Pd, mentre si attende entro stasera un nuovo voto di fiducia sull‘articolo 2. Il terzo voto è calendarizzato per domani.

Al voto non ha partecipato il M5s che ha preferito restare a manifestare davanti a Montecitorio dove si trovano da questa mattina circa un migliaio di persone.

Forza Italia e Lega, che pur sosterranno la legge nel voto finale, non hanno partecipato mentre Ap ha votato a favore e gli ex Pd di Mdp hanno votato contro. Anche Mdp e altri partiti di sinistra stanno protestando al Pantheon dal pomeriggio.

Il cosiddetto Rosatellum Bis è un sistema misto, maggioritario al 36% e proporzionale per il resto con soglie di sbarramento e la possibilità di formare coalizioni.

La prima fiducia ha riguardato l‘articolo 1 della legge, quello relativo al sistema elettorale della Camera. Il testo prevede che 231 seggi vengano assegnati con collegi uninominali maggioritari, 386 col metodo proporzionale in piccoli collegi plurinominali (senza preferenze), uno col collegio uninominale per la Val D‘Aosta e 12 con metodo proporzionale nella circoscrizione estero.

La seconda fiducia riguarderà invece l‘articolo 2, che regola l‘elezione del Senato, dove 103 seggi verranno assegnati in collegi uninominali (il Molise e la Val d‘Aosta avrebbero un unico collegio ognuna), 206 in piccoli collegi plurinominali. Sei senatori verranno eletti col proporzionale nella circoscrizione estero.

La terza fiducia sarà relativa alla delega al governo a disegnare i nuovi collegi entro un mese dall‘approvazione definitiva della nuova legge.

Gli elettori avranno un‘unica scheda per la Camera e un‘altra per il Senato. Scegliendo un partito, si sceglie automaticamente anche il candidato collegato nel collegio uninominale.

Le soglie di sbarramento previste sono diverse: 3% per le liste singole alla Camera (5% al Senato) e 10% per cento per le coalizioni.

Dopo il voto finale, atteso entro venerdì il testo passerà al Senato dove il governo può contare su numeri molto più risicati che alla Camera.

((Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224326, Reuters Messaging: massimiliano.digiorgio.thomsonreuters.com@reuters.net))

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