6 ottobre 2017 / 10:27 / 17 giorni fa

Ius soli, governo lavora per aprire "spiraglio", resta ipotesi fiducia

ROMA (Reuters) - Mentre decine di parlamentari e anche il ministro dei Trasporti Graziano Delrio hanno aderito a un digiuno a staffetta per sostenere l‘approvazione definitiva dello “Ius soli”, il governo sta lavorando per aprire uno spiraglio che faccia approvare la legge.

Papa Francesco stringe la mano a dei migranti. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo ha detto oggi a Reuters una fonte governativa.

“C‘è la volontà del governo di provarci, se si apre uno spiraglio, al quale stiamo lavorando”, ha detto la fonte, aggiungendo che non è escluso il ricorso alla fiducia, anche per i numerosissimi emendamenti che pesano sul testo.

Una seconda fonte governativa ha detto che il governo intende lavorare all‘approvazione “per tutto l‘autunno”, quindi fino a dicembre.

Il cosiddetto “ius soli temperato” consentirebbe l‘acquisizione immediata della cittadinanza da parte di chi è nato in Italia anche se da genitori stranieri, o da chi vi è arrivato da minore, a certe condizioni.

La legge è già passata alla Camera nell‘ottobre 2015 anche con i voti di Ap, che ora però dice di essere contraria soprattutto per motivi di “opportunità”.

Oggi Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera del partito del ministro degli Esteri Angelino Alfano, ha ribadito che Ap non voterà il sostegno al governo su questo punto e non uscirà neanche dall‘aula al Senato, cosa che avrebbe fatto calare il quorum.

Nelle scorse settimane il Pd, convinto che il provvedimento non avesse la maggioranza, aveva rinunciato a farlo calendarizzare.

Ma ieri sera il ministro Delrio, esponente Pd vicino al segretario Matteo Renzi, sostenitore del provvedimento, ha detto: “Non so se ci sarà la maggioranza o meno. Se non ce la facciamo, amen... se non ci sono i numeri ne prenderemo atto, ma ci si prova fino alla fine”. Delrio però non ha fatto riferimento alla questione della fiducia.

Se il governo dovesse chiedere la fiducia al Senato, dove gode di una maggioranza abbastanza risicata, e poi perdere, le dimissioni sarebbero inevitabili. Un rischio che l‘esecutivo potrebbe non voler correre, almeno prima dell‘approvazione della legge di Bilancio, che presenterà alle Camere entro il 20 ottobre.

Ma il voto con cui mercoledì scorso Palazzo Madama ha approvato il Def, con 181 sì, anche grazie all‘Ala dell‘ex berlusconiano Denis Verdini, ora fa ben sperare l‘esecutivo. Al punto da far dire alla fonte governativa che il tentativo di far passare lo Ius soli potrebbe avvenire anche prima del Bilancio.

Perché pur se una parte consistente del gruppo Ap-Ncd voterebbe contro, ci sarebbe il sostegno dei verdiniani, di Mdp e dei senatori di Sinistra Italiana (come ha confermato a Reuters oggi il senatore Stefano Fassina), oltre che di parlamentari sparsi di altri gruppi.

(Massimiliano Di Giorgio)

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