5 ottobre 2017 / 15:05 / 2 mesi fa

ANALISI - M5s, attacchi hacker minano fiducia in web-democrazia in vista voto

ROMA (Reuters) - La democrazia diretta realizzata attraverso Internet è un elemento distintivo del Movimento 5 stelle, ma attacchi hacker e falle nel suo sito ora ne minacciano le prospettive di successo.

ANALISI - M5s, attacchi hacker minano fiducia in web-democrazia in vista voto. REUTERS/Max Rossi

Il movimento anti-sistema, che molti sondaggi danno in testa in vista delle elezioni dell‘anno prossimo, decide le proprie politiche ed elegge i rappresentanti in votazioni online.

Gianroberto Casaleggio, guru di Internet che fondò il movimento nel 2009 assieme a Beppe Grillo, riteneva che il web alla fine avrebbe soppiantato la democrazia rappresentativa, e che la creazione del M5s sarebbe stata il primo passo su questa strada.

Ma ad agosto hacker anonimi hanno rivelato di avere violato la piattaforma web del movimento, che prende il nome dal filosofo del 18esimo secolo Rousseau, e di avere sottratto informazioni riservate sui suoi membri e finanziatori.

I timori legati ai furti di dati personali potrebbero tenere lontani potenziali nuovi iscritti del M5s, il cui numero ad oggi è modesto, nonostante le promesse del movimento di ripulire la politica e introdurre il reddito minimo di cittadinanza siano state premiate ai seggi da milioni di elettori.

“Il problema dell‘hacking è molto serio per i 5 Stelle perché mina la credibilità del loro messaggio sulla democrazia diretta”, spiega a Reuters Luca Ricolfi, professore di sociologia.

“Probabilmente l‘attenzione sarà catturata da questioni più serie all‘avvicinarsi delle elezioni, ma è qualcosa che danneggia la loro immagine ed che dovranno assolutamente risolvere”.

Casaleggio Associati, la società di consulenza web che gestisce la piattaforma del movimento ed è diretta da Davide, figlio dello scomparso Gianroberto, si era impegnata a migliorare il livello di sicurezza prima del voto online per scegliere il candidato premier, svoltosi il mese scorso.

Le primarie sono state però funestate da nuovi attacchi hacker, che hanno ostacolato il voto e limitato la partecipazione: solo 37.000 dei 140.000 iscritti hanno infatti espresso la loro preferenza.

E’ stato necessario prorogare due volte il termine di chiusura del voto perché gli iscritti non riuscivano ad accedere alla piattaforma.

Inoltre un hacker ha pubblicato screenshot che proverebbero nuove intrusioni nel sistema e che account certificati dell‘M5s sarebbero stati usati per votare più di una volta.

SICUREZZA “VERAMENTE SCADENTE”

“I sistemi di Rousseau sono datati e il livello di sicurezza è veramente scadente”, dice David Puente, esperto informatico e web developer che ha lavorato per Casaleggio Associati quattro anni e mezzo, fino al 2011.

Umberto Rapetto, esperto di cybersecurity, parla di “una piattaforma artigianale con una valanga di punti deboli”.

Davide Casaleggio non ha risposto alle domande che gli erano state sottoposte per la stesura di questo articolo.

Puente, membro del movimento, pensa che sarà difficile aggiornare Rousseau senza sacrificare molte funzioni aggiunte recentemente, e che l‘unica soluzione sia “staccare tutto e rifarlo con sistemi più sicuri e adatti a ogni eventualità”.

Tuttavia gli hacker in tutto il mondo penetrano regolarmente sistemi informatici di istituzioni pubbliche e multinazionali con milioni di euro da spendere in cyber security.

Da parte sua Casaleggio Associati ha meno di 20 impiegati, nel 2016 ha registrato un giro d‘affari di meno di 1 milione di euro e negli ultimi tre anni è risultata in perdita.

Il nuovo leader dell‘M5s, il 31enne Luigi Di Maio, dice che i problemi di Rousseau sono comprensibili trattandosi di una “startup” avviata solo lo scorso anno, e che la democrazia esercitata attraverso il web può funzionare per tutti i settori della politica italiana.

Ma molti esperti del settore cyber sono scettici circa Rousseau e la web-democrazia. Una critica comune è la mancanza di trasparenza, anche perché solo in due delle decine di votazioni online effettuate dai 5 Stelle Casaleggio ha nominato una società indipendente per verificare la regolarità del processo.

Le critiche riguardano più in generale l‘idea della democrazia diretta realizzata su Internet: “Ci sono le intrusioni degli hacker e la necessità di garantire non solo l‘anonimato del voto, ma che non si voti sotto costrizione: come so che l‘elettore non ha una pistola puntata alla testa?”, spiega Michele Colajanni, docente di ingegneria informatica all‘Università di Modena e Reggio.

“Creare una struttura che goda delle stesse proprietà di un sistema cartaceo di elezione richiederebbe una complicazione concettuale spaventosa”, commenta Corrado Giustozzi, senior cyber security strategist.

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