1 agosto 2017 / 17:17 / tra 4 mesi

Mediaset, Agcom: Vivendi presenta modifica piano, necessario approfondire

ROMA/MILANO (Reuters) - Vivendi ha presentato ieri all‘Agcom l‘integrazione del piano con il quale il gruppo francese dovrebbe rispondere ai rilievi dell‘autorità sulla sua influenza dominante in Mediaset e Telecom.

Mediaset, Agcom: Vivendi presenta modifica piano, necessario approfondire. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo rende noto l‘Agcom precisando che ulteriori colloqui sono “necessari” per capire come Vivendi “intenda rimuovere strutturalmente la posizione vietata”.

L‘Agcom ha ricordato che, “in caso di inottemperanza” di quanto stabilito nella propria delibera, Vivendi incorrerà nelle sanzioni prevista dalla legge del 31 luglio 1997 n.249, ovvero se l‘inottemperanza riguarda provvedimenti adottati in ordine alla violazione delle norme sulle posizioni dominanti, si applica a ciascun soggetto interessato una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore al 2% e non superiore al 5% del fatturato realizzato nell‘ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della contestazione.

Vivendi ha presentato ricorso al Tar contro la decisione dell‘Agcom che lo scorso 18 aprile ha dato un anno di tempo ai francesi per scegliere fra il controllo di Tim, di cui detiene il 23,9% del capitale, e di Mediaset, di cui ha il 30% circa, alla luce della legge Gasparri sui tetti nel settore media e telecomunicazioni.

Dai francesi nessun commento alla decisione odierna dell‘Agcom. Una fonte vicina al gruppo sottolinea, tuttavia, che “il clima è collaborativo con l‘Agcom ai fini di trovare una soluzione”. L‘ipotesi è sempre quella di scendere al 9,9% dei diritti di voto in Mediaset, con il resto della partecipazione inserita in un trust. Da capire cosa faranno i francesi nel caso di assemblee straordinarie dove occorrono i due terzi del capitale presente per fare passare delibere importanti e in quel caso il voto di Vivendi potrebbe essere determinante.

Lo scorso 28 giugno l‘assemblea di Mediaset ha approvato la prosecuzione del piano di buy back con la normativa ‘whitewash’, con il via libera da parte della maggioranza dei soci di minoranza presenti in assemblea. In questo modo Mediaset potrà continuare a comprare azioni senza diritto di voto fino al 10% del capitale, senza che né Fininvest al 41,09% dei diritti di voto e al 39,53% del capitale sociale né Vivendi detentore del 28,8% del capitale e del 29,9% dei diritti di voto superino la soglia d‘opa.

A fine giugno la società ha comunicato di avere in portafoglio azioni proprie pari al 3,795% del capitale, quindi può comprare un altro 6,2% del capitale circa. E se Vivendi decidesse di alienare parte della partecipazione non è da escludere che una quota potrebbe essere rilevata dalla stessa Mediaset attraverso il buyback.

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