31 luglio 2017 / 10:35 / tra 3 mesi

Italia, calano disoccupati giugno ma non riparte inflazione luglio

Un mercato a Roma. REUTERS/Max Rossi

MILANO/ROMA (Reuters) - Buone notizie sul fronte occupazione ma nulla di nuovo per quanto riguarda la ripartenza dei prezzi al consumo.

Questa l‘istantanea degli ultimi numeri Istat, migliori delle attese raccolte da Reuters nel caso dei disoccupati e in linea con le aspettative sul fronte dell‘inflazione.

Contro un consensus per una lettura invariata da maggio a 11,3%, il tasso di disoccupazione mostra il mese scorso una flessione a 11,1%. Positivo anche il rientro del tasso giovanile -- la fascia tra i quindici e i 24 anni -- che si porta a 35,4% da 36,5% di maggio, valore rivisto da 37% della prima lettura.

Il positivo risultato italiano si ridimensiona nel confronto con i dati Eurostat appena pubblicati, sempre relativi a giugno: 9,1% -- record negativo da febbraio 2009 -- da 9,3% di maggio contro attese per una conferma a 9,2%.

“Istat#Buone notizie su lavoro. Meno disoccupati, anche tra giovani. Aumenta lavoro donne. Fiducia in risultati Jobs Act e ritorno crescita”, si legge in un tweet di Paolo Gentiloni pochi minuti dopo i numeri sull‘occupazione.

L‘istituto nazionale di statistica sottolinea che la lieve crescita congiunturale dell‘occupazione (+0,1% a 22,961 milioni) è interamente dovuta alla componente femminile.

Una nota dolente arriva però se si guarda alla tipologia dei contratti: è record infatti per i dipendenti a termine, in crescita di 1,4% su mese e di 10,9% su anno.

Decisamente meno confortante la dinamica dell‘inflazione di luglio, perfettamente in linea alle attese e su valori identici a giugno, con un aumento congiunturale dello 0,1%. [nR1N1IL00D]

Al contrario di quanto sembra avvenire in Germania e in Spagna, anche se non in Francia, i prezzi al consumo nazionali non accennano a imboccare la strada al rialzo.

E’ in particolare incoraggiante intanto la stima flash di Eurostat, con un indice generale stabile da giugno a ritmo annuo di 1,3% come da attese, ma un imprevisto balzo del tasso ‘core’ -- l‘indicatore cui maggiormente guarda la Bce -- passato da 1,2% del mese scorso a 1,3%, massimo da quattro anni a questa parte, a fronte di un consensus per una flessione a 1,1%.

E’ grazie alla pubblicazione della prima lettura europea che il cambio cancella la moderata flessione su dollaro, riportandosi in area 1,1740.

Tornando invece alla lettura preliminare Istat, l‘inflazione italiana di luglio è ferma a 1,2% tendenziale a livello di indice armonizzato -- la componente che va a determinare la media euro -- e pari a 1,1% a perimetro di indice Nic, in entrambi i casi perfettamente in linea alle aspettative.

Al di là di un indice generale che si discosta di un solo decimo dalla media europea, particolarmente deludente nel caso nazionale è l‘andamento dell‘indice ‘core’, in calo di un decimo a 0,8%, quindi mezzo punto percentuale pieno sotto la media euro.

Il comunicato Istat precisa inoltre che l‘inflazione acquisita per l‘anno in corso è pari a 1,2% nel caso dell‘indice generale e 0,8% al netto di alimentari freschi ed energia. Il programma di stabilità 2017 vede l‘inflazione armonizzata a 1% quest‘anno e 1,2% il prossimo, dopo lo 0,5% con cui si è chiuso il 2016.

Proprio sulla mancata ripartenza di inflazione e salari, naturalmente a livello di zona euro, si è soffermato Mario Draghi al termine dell‘ultimo consiglio sui tassi, spiegando che per la banca centrale è prematuro ragionare sul cosiddetto ‘tapering’ finché prezzi e aspettative sui prezzi non torneranno ad accelerare in maniera convincente.

(Antonella Cinelli, Alessia Pé)

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