26 luglio 2017 / 10:16 / tra 5 mesi

Fincantieri, ultimatum francese su Stx, Italia ferma su controllo

MILANO/PARIGI (Reuters) - di Elisa Anzolin

L'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono il 21 aprile 2016 nel cantiere di Monfalcone. REUTERS/Alessandro Bianchi

MILANO, 26 luglio (Reuters) - L‘accordo per l‘acquisizione di Stx France da parte di Fincantieri è sempre più a rischio, con la Francia che minaccia di nazionalizzare i cantieri se non si andrà verso un controllo paritetico e il governo italiano che ribadisce come il controllo di Fincantieri resti una condizione imprescindibile.

A soffrirne le conseguenze più immediate è il titolo, che cede oltre l‘8%, dopo che, spinto anche dalle prospettive di una tale operazione, nei giorni scorso aveva toccato il massimo storico.

Dopo il ‘no’ ufficioso del governo italiano, azionista di maggioranza di Fincantieri, alla proposta francese di un controllo paritetico, 50-50, di Stx France, questa mattina il ministro dell‘Economia Bruno Le Maire ha lanciato un ultimatum, con tanto di scadenza: “Se i nostri amici italiani ci dicono ‘questa proposta non ci va bene’, lo Stato eserciterà il proprio diritto di prelazione su Stx”.

Il ministro dell‘Economia ha aggiunto che Fincantieri ha tempo fino a giovedì per decidere.

Una prima risposta dal lato italiano è arrivata dall‘amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, durante la conference call con gli analisti.

“Siamo italiani, siamo europei e su Stx non possiamo accettare di essere trattati peggio dei coreani, non abbiamo bisogno di Stx” a tutti i costi, ha spiegato Bono.

“La pazienza è finita”, ha rincarato il Cfo Giuseppe Dado.

Poco dopo è intervenuto anche il governo italiano, in difesa delle condizioni concordate in precedenza e in particolare che Fincantieri abbia una maggioranza anche minima sopra il 50% e il controllo del consiglio di amministrazione.

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha sottolineato che “sono state concordare delle condizioni, che sono note al precedente e nuovo governo francese. Se non ci saranno queste condizioni, l‘Italia non andrà avanti”.

E ha messo in dubbio lo spirito europeista del neo presidente francese, Emmanuel Macron: “Credo che sarà un ottimo test per capire se chi parla di valori europei e liberali poi li applica”.

Un po’ più morbido il ministro dell‘Economia. “Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ascoltare le esigenze del nuovo governo, ma non c‘è nessun motivo per cui Fincantieri debba rinunciare alla maggioranza e al controllo della società francese”, si legge in una dichiarazione diffusa dal Tesoro.

Fincantieri a maggio ha firmato l‘accordo di compravendita per l‘acquisizione del 66,66% di Stx France dal gruppo sudcoreano Stx - in procedura fallimentare presso un tribunale di Seoul - per 79,5 milioni. In precedenza aveva annuciato con il vecchio governo francese il raggiungimento di un accordo per la futura governance, che prevedeva che Fincantieri vendesse parte della quota in via di acquisizione per scendere al 48%, affiancata dalla Fondazione CRTrieste con il 6-7%, mentre la francese Dcns avrebbe avuto circa il 12%. Allo Stato francese sarebbe rimasto il 33,3% che tutt‘ora controlla.

A fine maggio, poche settimane dopo la sua elezione, il presidente francese Emmanuel Macron ha però detto di voler rivedere i termini dell‘accordo.

La Francia ha tempo fino al 29 luglio per dire se eserciterà il proprio diritto di prelazione.

TITOLO IN FORTE CALO

A farne le spese è stato innanzitutto il titolo, sceso nuovamente sotto quota 1 euro.

Intorno alle 16 perde il 7,2% a 0,974 euro con volumi già oltre cinque volte quelli mediamente registrati in una seduta. Il titolo aveva da poco toccato il massimo storico a 1,1 euro.

Sul titolo sono arrivati anche i downgrade di alcuni broker. Banca Akros ha tagliato a ‘neutral’ da ‘buy’ e Kepler ha rivisto il giudizio a ‘hold’.

“Se avessero chiuso l‘operazione, le prospettive di lungo periodo sarebbero migliorate, ma se non si chiude non è un dramma”, spiega un analista. “È un occasione mancata, viene meno un po’ di slancio”, aggiunge, sottolineando che sul titolo c‘è anche qualche preoccupazione per l‘ordine da circa 4 miliardi in Qatar, dopo le recenti vicende geopolitiche.

“Dal punto di vista industriale Fincantieri è il partner migliore per Stx France e l‘operazione è sensata anche perchè offre sinergie sul pricing, permette di aver maggior potere contrattuale di fronte agli armatori”, spiega un altro analista, sottolineando che “il senso industriale verrebbe meno se non ci fosse controllo gestionale della società da parte di Fincantieri”.

I cantieri di Saint Nazaire inoltre permetterebbero a Fincantieri di costruire navi da crociera di maggiore dimensione.

Il governo francese ha parlato di una nazionalizzazione temporanea, ma la ricerca di un altro compratore potrebbe non essere così facile.

All‘epoca delle offerte al tribunale sudcoreano per Stx France Fincantieri era stato l‘unico offerente. Inizialmente in gara c‘era anche un consorzio guidato dall‘olandese Damen.

Un analista mette in evidenza che nel settore delle navi da crociera l‘altro principale competitor di Fincantieri in Europa, Meyer Werft, ha già acquisito Stx Finland (cantieri Turku).

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