26 luglio 2017 / 10:01 / tra 5 mesi

Borse Europa trainate da energia e auto

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio e i profitti delle aziende del comparto energia e di quello auto oggi spingono al rialzo i mercati azionari del Vecchio Continente, mentre quello bancario resta il settore peggiore, a causa dei risultati deludenti.

La sede della borsa di Parigi, nel quartiere della Defense. Foto del 14 dicembre 2016. REUTERS/Benoit Tessier

L‘indice pan-europeo di borsa STOXX 600 cresce dello 0,6%, sostanzialmente in linea con quello dell‘Eurozona e delle blue-chips, mentre l‘indice di settore oil&gas guadagna lo 0,8% e quello delle auto avanza dello 0,7%.

Francoforte segna +0,4%, Parigi +0,7%, Londra +0,6%, Madrid +0,3%.

“Le indicazioni sono maggiormente positive sulle prospettive dei titoli energetici, soprattutto le oil service”, dice Angelo Media, head of equities di Banor SIM.

“Mentre c‘erano molti elementi negativi nei numeri delle aziende nel primo trimestre, ora hanno azzerato le attese sulle valutazioni e hanno ripulito i bilanci”.

Le oil service come Petrofac, che guadagna oltre il 4% dopo essersi aggiudicata nuovi contratti in Iraq per 100 milioni di dollari, trainano il settore.

Il titolo di Tullow Oil cresce del 3% dopo che l‘aumento di produzione da nuovi giacimenti ha contribuito a far salire i ricavi delle vendite del 46% nel primo semestre, anche se ha pesato il calo dei prezzi del petrolio.

La casa automobilistica francese PSA Group guadagna oltre il 5% dopo aver raggiunto un nuovo record in termini di redditività, superando le attese degli analisti con un aumento delle vendite nel primo semestre.

Cinque anni dopo la dichiarazione del presidente della Bce Mario Draghi “qualsiasi cosa per preservare l‘euro”, che ha posto le basi per i forti guadagni della moneta comune, l‘euro è ancora di fronte e al centro dell‘attenzione degli investitori. Il recente rafforzamento della valuta ha pesato sulle attese di crescita dei profitti per le aziende dell‘Eurozona, soprattutto quelle che dipendono di più dall‘export. Ieri la moneta comune europea ha toccato un nuovo massimo da due anni scambiando a 1,1711 dollari. “Riteniamo che l‘impatto sia gestibile, se non si va oltre 1,20 dollari”, dice ancora Media. “Se succede, comincerà ad avere un impatto e a deprimere i titoli europei, soprattutto gli esportatori, i titoli ciclici e gli industriali”.

Mentre un quarto delle società dell‘Eurozona che rientrano nell‘indice MSCI Europe ha già annunciato i risultati, il 40% ha superato le attese sugli utili, mentre il 48% le ha mancate, secondo i dati di Thomson Reuters.

Emergono già segnali di tensione tra i titoli industriali, il settore che registra la performance peggiore con l‘86% di aziende che ha deluso le attese sul 33% che ha già annunciato i risultati.

Tra i titoli in perdita oggi, si segnala il produttore di chip ASM International, che perde oltre il 6,5%, con le previsioni sugli ordini per il terzo trimestre che hanno deluso gli analisti nonostante invece il record di ordini per il secondo trimestre.

Gli investitori nutrono forti aspettative per titoli tech, come ASM, che quest‘anno hanno registrato guadagni robusti. Il settore è in rialzo del 14% quest‘anno, il secondo migliore d‘Europa.

La società farmaceutica svizzera Lonza guadagna invece oltre il 6% grazie a un secondo trimestre migliore delle attese e nuovi obiettivi di medio termine.

(Helen Reid)

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