24 luglio 2017 / 12:43 / 3 mesi fa

Tim, sospeso piano Cassiopea per investimenti in aree fallimento di mercato

MILANO (Reuters) - Telecom Italia (Tim) ha di fatto congelato il piano Cassiopea, varato dall‘AD uscente Flavio Cattaneo, che prevede investimenti per la realizzazione di una rete a banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato.

Cavi in fibra ottica in un'area di deposito a Perugia. Foto del 23 giugno 2017. REUTERS/Alessandro Bianchi

Una fonte vicina alla vicenda dice che il piano Cassiopea “è stato congelato”.

Una seconda fonte dice che Tim, nell‘ambito delle conversazioni con l‘antitrust, ha comunicato che gli armadi realizzati finora “non sono in vendibilità”, cioè non sono operativi e che al momento il gruppo non assegna nuove commesse. “Quindi è corretto dire che il piano è sospeso”.

Si tratta di una mossa che può essere letta come distensiva verso il governo, dopo che Cattaneo aveva preso un‘iniziativa che rischiava di far fallire il progetto della società pubblica Infratel, per realizzare una rete in fibra ottica con tecnologia Ftth (fiber to the home) nelle aree svantaggiate.

I bandi Infratel sono stati vinti da Open Fiber, società controllata da Enel e dalla Cassa Depositi e Prestiti. Open Fiber si occuperà di costruire la rete con fondi pubblici e di gestirla per 20 anni.

Sulla carta, il progetto dell‘AD Tim era quello di costituire una newco con investitori finanziari, che avrebbe sostenuto la spesa per la rete nelle aree svantaggiate.

Diversi osservatori erano scettici sulla concreta realizzabilità dell‘operazione, a causa del rapporto costi benefici poco interessante.

Di sicuro però l‘annuncio di Telecom Italia di intervenire direttamente poteva creare molte difficoltà al piano Infratel, che presupponeva l‘assenza di privati.

Avrebbe messo fuori mercato le offerte di Open Fiber già approvate, che scontavano che la società sarebbe stato un operatore monopolista nelle aree bianche (a fallimento di mercato). Il gruppo si propone come società della rete, che affitta fibra spenta agli operatori telefonici.

Infratel, nel frattempo, faceva ricorso all‘antitrust, affermando che Tim avrebbe ostacolato le procedure di gara per la copertura con reti Ftth e l‘autorità, a inizio luglio, aveva annunciato che avrebbe avviato un procedimento.

In quei giorni Vivendi, primo socio di Tim, strava già ragionando sulla possibilità di sostituire l‘AD, la cui strategia stava creando uno scontro con il governo italiano.

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, aveva polemizzato con Cattaneo proprio per la politica del gruppo telefonico che stava creando problemi ai bandi Infratel.

Tim, in una nota che rispondeva alla comunicazione dell‘antitrust, si diceva convinta della correttezza del proprio operato, ma la strategia stava già cambiando.

Oggi pomeriggio si tiene un cda che dovrà esaminare e approvare l‘accordo di separazione tra Cattaneo e il gruppo. L‘attuale AD resterà in carica fino a venerdì.

(Stefano Rebaudo)

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