11 luglio 2017 / 17:05 / 3 mesi fa

Telecom Italia, Cattaneo smentisce voci, ma tensioni restano

ROMA (Reuters) - Flavio Cattaneo, Ad di Telecom Italia, smentisce i contrasti con l‘azionista di riferimento, la Vivendi di Vincent Bolloré, ma le acque intorno al manager non sembrano essere ancora tornate chete.

Questa mattina, arrivando da solo alla presentazione al Parlamento della Relazione annuale dell‘Agcom, Cattaneo era preparato per smentire le indiscrezioni di una difficoltà con Vivendi pubblicate da Reuters e che ieri hanno indebolito il titolo in borsa.

L‘ex direttore generale della Rai e Ad di Terna ha distribuito una dichiarazione scritta per dire di non aver litigato con il socio forte, Vivendì, di aver fatto il proprio lavoro, e di averlo fatto bene, e di voler onorare il contratto.

Parlando con i giornalisti poco prima di diffondere il testo era stato più netto: “Rimarrò al mio posto fino all‘ultimo giorno”.

Una fonte a conoscenza della situazione ha spiegato che sui rapporti con i francesi pesa soprattutto il contrasto con il governo italiano. Le dichiarazioni di questa mattina “non sono affatto piaciute e la situazione fra Vivendi e Cattaneo è tesa. Da qui a dire che si arrivi a una rottura però non è così semplice. L‘obiettivo di Vivendi è di riavvicinarsi con il governo”.

Sul piatto non c‘è solo l‘eventuale onerosa rescissione del contratto di Cattaneo, ma anche la difficoltà di sostituire in corsa quello che molti considerano un cavallo di razza, un manager capace. La stessa fonte “ha definito non peregrina” l‘ipotesi che in caso di necessità si possa arrivare ad una guida multipla con un triumvirato.

Nella seconda metà di giugno nel corso di alcune audizioni Cattaneo si è lasciato andare ad alcune considerazioni sull‘intervento pubblico per la rete in fibra nelle aree a fallimento di mercato. Dichiarazioni per le quali si è guadagnato una reprimenda da parte del ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, che lo ha pubblicamente invitato a moderare i termini.

L‘Ad di Telecom Italia stamane aveva trovato il modo di ricordare che nel primo trimestre la società è stata per redditività al top fra gli incumbent europei e americani.

Giuseppe Recchi era defilato. Prima presidente ha accettato la carica di vicepresidente per fare spazio ad Arnaud de Puyfontaine: un presidente operativo come ama definirsi il manager francese.

Questa mattina Recchi e De Puyfontaine sono arrivati insieme alla sede del gruppo telefonico, ma poi l‘uomo di Bolloré ha lasciato i due manager italiani a rappresentare l‘azienda in Parlamento.

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