11 luglio 2017 / 11:05 / tra 4 mesi

Banche, Ecofin ha approvato oggi nuovo piano su sofferenze

BRUXELLES (Reuters) - L‘Ecofin ha approvato oggi un piano per accelerare la dismissione di sofferenze e raccomanda l‘adozione di misure che potrebbero tradursi in un aumento di capitale per le banche europee con alti livelli attesi di crediti deteriorati.

Il ministro delle Finanze dell'Estonia, Toomas Toniste, oggi alla presidenza dell'Ecofin a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir

La crisi finanziaria, iniziata dieci anni fa, ha lasciato gli istituti di credito del Vecchio continente con circa 1.000 miliardi di non performing loan, riducendo la loro capacità di erogare prestiti e sostenere la ripresa.

L‘ammontare delle sofferenze è leggermente sceso negli ultimi mesi, ma troppo lentamente, ha detto il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis in una conferenza stampa dopo che i ministri finanziari hanno concordato il nuovo piano.

“Dobbiamo accelerare la nostra azione”, ha detto Dombrovskis.

I ministri finanziari hanno chiesto all‘esecutivo comunitario di valutare nuove regole per aumentare i poteri delle autorità di vigilanza e forzare le banche ad accrescere i buffer di capitale contro il rischio che crediti oggi in bonis diventino presto deteriorati.

Secondo Dombrovskis, la strategia prevede di dare alla Bce maggiori poteri per “incoraggiare attivamente le banche a risolvere il problema”.

Le banche potrebbero essere costrette ad accantonare capitale se si aspettano che le sofferenze possano salire oltre un livello accettabile.

L‘industria del credito guarda con timore alle novità che arrivano dall‘Ecofin. “Le autorità di vigilanza hanno già ampi poteri per gestire le carenze nelle banche che supervisionano”, ha dichiarato l‘Afme, un gruppo di lobby finanziaria.

IL PREZZO DELLE SOFFERENZE

I ministri propongono anche misure per migliorare i mercati secondari dei Npl, che sono sottosviluppati e non incentivano le banche a liberarsi del credito cattivo.

L‘anno scorso, infatti, sono stati venduti solo 80 miliardi di Npl.

I ministri sperano che un mercato efficiente possa spingere al rialzo i prezzi delle sofferenze, che ora sono vendute a valori molto bassi rispetto a quelli a cui sono iscritti a bilancio.

Il piano di una bad bank europea per comprare grossi stock di Npl dalle banche è stato invece abbandonato.

Gli Stati europei con istituti più sani, come la Germania, non vogliono usare i soldi dei contribuenti per aiutare i paesi dell‘Europa meridionale, dove il problema dei Npl è più grave.

I ministri hanno raggiunto un‘intesa su un progetto più prudente, che prevede asset management company (Amc) a livello nazionale.

Il prezzo di questi crediti deteriorati, spiegano fonti della Ue, dipende dalle condizioni di mercato e dai tempi di recupero nazionali e possono variare di molto tra i diversi Paesi. La Commissione entro la fine dell‘anno definirà delle regole per le Amc su come valutare gli attivi.

Le società di gestione degli attivi potrebbero anche essere trasformate in bad bank che comprano le sofferenze a prezzi molto più vicini al nominale. Questo costituirebbe però, spiegano le fonti, un aiuto di Stato e implicherebbe condizioni stringenti, la ristrutturazione delle banche che cedono questi crediti e perdite per azionisti e obbligazionisti subordinati.

I ministri europei spingono anche per modifiche ai regimi nazionali sulle insolvenze che velocizzerebbero i tempi di recupero delle sofferenze.

(Francesco Guarascio)

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