5 luglio 2017 / 11:36 / tra 3 mesi

Ius Soli, al Senato governo porrà fiducia

ROMA (Reuters) - Il governo si appresta a porre la questione di fiducia in Senato sul discusso disegno di legge che istituisce anche in Italia il cosiddetto “ius soli”, cioè il diritto a diventare cittadini per coloro che nascano in Italia, anche se da genitori stranieri.

Lo ha riferito oggi una fonte governativa.

“Ci sono 48.000 emendamenti, se non mettiamo la fiducia non l‘approveremo mai, neanche nel 2019”, ha detto la fonte.

Il ddl in teoria dovrebbe approdare oggi in aula, anche se non è stato concluso l‘esame in Commissione Affari costituzionali. Ma l‘allungamento sui tempi d‘esame del codice delle leggi antimafia porterà probabilmente a un rinvio, forse alla settimana prossima, ha detto la fonte.

L‘opposizione contesta l‘accelerazione del governo in un momento in cui l‘Italia è alle prese con la crisi dei migranti e mentre l‘Unione Europea resta divisa sulla “relocation” dei rifugiati e gli aiuti alle autorità italiane decisi dalla Commissione di Bruxelles sono limitate.

Contrari al testo, già approvato alla Camera dove il governo gode di una larga maggioranza, sono il centrodestra - con la Lega Nord che ha minacciato di occupare il Parlamento - e il M5s.

Lo “ius soli temperato” consentirà l‘acquisizione immediata della cittadinanza da parte di chi è nato in Italia anche se da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del diritto di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno di lungo periodo.

Possono diventare cittadini italiani anche i minori giunti in Italia entro l‘età di 12 anni che abbiano frequentato regolarmente la scuola per almeno 5 anni, o coloro che siano arrivati prima di aver compiuto 18 anni e vi abbiano risieduto legalmente per almeno 6 anni, frequentando un ciclo scolastico completo.

La legge attualmente in vigore consente già l‘acquisizione della cittadinanza per nascita, ma al compimento dei 18 anni.

Secondo i dati Istat, il numero dei cittadini extra-Ue che diventano italiani è progressivamente aumentato negli ultimi anni: meno di 50.000 nel 2011, 120.000 nel 2014. In quasi la metà dei casi, si tratta di persone che hanno meno di 30 anni.

Sempre secondo l‘Istat, con la nuova legge potrebbero accedere alla cittadinanza circa 800.000 giovani nati in Italia o che vi sono giunti quand‘erano minori.

(Massimiliano Di Giorgio)

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