3 luglio 2017 / 09:48 / tra 5 mesi

Migranti: Italia, Germania e Francia vogliono più controlli Libia, stretta Ong

ROMA (Reuters) - Italia, Francia e Germania hanno deciso di regolamentare l‘attività delle Ong impegnate in attività di soccorso di migranti nel Canale di Sicilia e di rafforzare i controlli in Libia, sia sulle coste che lungo i confini meridionali.

Migranti appena sbarcati a Crotone . REUTERS/Stefano Rellandini/file - RTS187M6

Lo ha reso noto oggi il Viminale dopo un vertice dei ministri dell‘Interno sulla crisi dei migranti che si è svolto ieri a Parigi.

Alla riunione, che si è tenuta con qualche giorno di anticipo sul Consiglio europeo dei ministri dell‘Interno che si riunirà a Tallinn in settimana, ha partecipato anche il commissario Ue per la Migrazione e gli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos.

I tre governi hanno deciso che l‘Italia elaborerà un “codice di condotta per le Ong”, le organizzazioni non governative impegnate nelle attività di soccorso ai migranti parallele a quelle attuate dall‘Italia con la collaborazione di Frontex, l‘agenzia Ue per la gestione delle frontiere esterne.

La nota del Viminale non fornisce indicazioni più precise, ma l‘Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi) ha espresso oggi preoccupazione per un provvedimento che, dice, limiterà “fortemente l‘operato umanitario... stabilendo livelli di controllo addirittura delle.. fonti di finanziamento (delle Ong)”.

Italia, Francia e Germania sostengono poi il rafforzamento della guardia costiera libica, con un aumento delle attività di addestramento e nuovi finanziamenti (senza fornire cifre), e promuovono “possibili e concrete opzioni per rafforzare i controlli alle frontiere meridionali della Libia al fine di frenare i flussi migratori irregolari in stretto coordinamento con i paesi confinanti”.

Per rispondere ai timori internazionali sul rispetto dei diritti umani in Libia, l‘intesa prevede “un maggior sostegno” all‘Organizzazione Internazionale dei Migranti (Oim) e all‘Alto patronato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) “affinché i centri in Libia rispondano agli standard internazionali in termini di condizioni di vita e di diritti umani”.

Ma contemporaneamente Italia, Francia e Germania insistono sui rimpatri, utilizzando Frontex, sulla necessità di aumentare la cosiddetta “relocation” dei rifugiati in altri paesi Ue.

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