29 giugno 2017 / 07:31 / 4 mesi fa

Borsa Milano in calo dell'1,6%, vendute banche, timori euro forte

MILANO (Reuters) - Piazza Affari accentua il ribasso a metà seduta e chiude in calo di oltre l‘1% in un mercato che ragiona su un irrigidimento della politica monetaria e su un rafforzamento dell‘euro.

L'ingresso principale di Borsa Italiana a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

Gli investitori hanno intepretato le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, come un segnale di prossima uscita dalle misure di quantitative easing.

Sotto pressione le società esposte all‘area dollaro, che subirebbero un peggioramento dei conti nel caso di rafforzamento della divisa unica.

L‘indice FTSE Mib e l‘Allshare cedono l‘1,6%. L‘Allstar il 2,13%. Volumi a 3,3 miliardi.

Parigi e Francoforte perdono l‘1,8% circa, Londra segna -0,5%.

Brusca inversione per i titoli bancari che, dopo qualche giorno di acquisti sostenuti dall‘epilogo tranquillizzante della vicenda sulle banche venete, vedono realizzi significativi.

L‘indice di settore nazionale segna -0,98%, contro il rialzo dello 0,56% dello Stoxx di settore in Europa. Spiccano al rialzo BANCO BPM (+3,45%) e UBI BANCA (+2,38%), mentre calano di oltre l‘1% le big UNICREDIT e INTESA SANPAOLO.

TELECOM ITALIA in lieve calo, ma meglio dello Stoxx europeo e dell‘indice della borsa italiana, dopo i commenti positivi sui conti da parte del Ceo e l‘apertura di MEDIASET a una collaborazione per i diritti del calcio.

Debole il settore auto in tutta Europa: a Milano FIAT CHRYSLER perde oltre il 3% anche a causa delle prospettive di rafforzamento della divisa unica. Fca realizza buona parte degli utili negli Usa ma contabilizza in euro. FERRARI -2,59%.

SALVATORE FERRAGAMO in calo di oltre il 3% sui timori per il dollaro debole. TOD‘S è tra i peggiori del listino con un calo di quasi l‘8%.

PRELIOS cede il 7,9% dopo il +15% di ieri sulle indiscrezioni di un‘offerta della cinese Cefc che, secondo la stampa, prevede un prezzo di 0,103 euro per azione, quindi sotto la quotazione attuale di 0,1149 euro.

STEFANEL sale di oltre il 20%, dopo l‘accordo su debito e rafforzamento patrimoniale.

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