28 giugno 2017 / 17:40 / tra 4 mesi

Telecom Italia, Calenda: inaccettabili frasi Cattaneo su gare rete ultrabanda

ROMA (Reuters) - Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ritiene inaccettabili le affermazioni fatte dall‘AD di Telecom Italia, Flavio Cattaneo, durante un‘audizione parlamentare sulle gare di Infratel per la realizzazione della rete pubblica per le aree a fallimento di mercato.

“Le affermazioni rese oggi dall’AD di Tim sono gravi ed inaccettabili tanto più in quanto rese in una sede istituzionale”, scrive il ministro in una nota.

Cattaneo ha risposto alle domande dei parlamentari della Commissione Trasporti in merito ai problemi avuti dal gruppo nella partecipazione alle gare di Infratel e ha difeso il proprio diritto di investire in quelle aree. Preoccupazioni e osservazioni esposte anche in ricorsi alla Ue e alla magistratura amministrativa, alcuni pendenti altri respinti.

“I bandi Infratel, a cui peraltro Tim ha partecipato insieme ad altri operatori, sono stati strutturati nel pieno rispetto delle regole nazionali ed europee”, ha ribadito Calenda, che ha aggiunto: “Sono certo che la società tornerà immediatamente a utilizzare, nei rapporti con il governo, un linguaggio consono”.

Fonti dell‘azienda in serata hanno precisato che il manager voleva dire che le specifiche “richieste dai bandi Infratel non erano in linea con la tecnologia Fiber-to-the-cabinet prevalentemente utilizzata da Tim quanto piuttosto, avendo introdotto requisiti in termini di upload, con quella Fiber-to-the-home”.

Secondo Telecom i bandi non corrispondevano nemmeno alle “caratteristiche di Tim quale operatore integrato, circostanza che l’ha costretta a partecipare attraverso una JV con quota minoritaria. Da qui la decisione di Tim di non partecipare ai bandi”.

Questi concetti erano stati espressi in termini molto più netti nel corso dell‘audizione.

Il gruppo, ha detto Cattaneo, non partecipa “ai bandi perché sono costruiti in una certa maniera e non lo fa solo Telecom. Se non ha partecipato nessuno ci sarà un motivo: se sono costruiti ad hoc ognuno si faccia il suo, inutile stare a perdere tempo: per me possono anche dare [l‘appalto] a chi ritengono più opportuno senza bando”.

Cattaneo ha difeso anche l‘idea di investire in quelle aree a fallimento di mercato scartate a un primo esame, “il mercato cambia e noi ci adeguiamo”.

Lo stesso bando Infratel dice che 1/5 dell‘ammontare complessivo dell‘appalto “può essere ridotto proprio perché contempla la modifica delle condizioni. Se Infratel non vuole farlo io ne prendo atto, ma non posso accettare che ci si imponga o ci si minacci di non soddisfare i nostri clienti migliorando la nostra Infrastruttura [in quelle stesse aree], perchè questo sarebbe dirigistico e quindi non degno di una democrazia”.

Il ministero richiesto da Reuters non ha voluto precisare a quale di queste affermazioni il ministro si riferisse nella nota di stasera.

Proprio da Calenda era venuta la settimana scorsa la disponibilità a fare una mediazione fra Telecom Italia e la controparte pubblica rappresentata da Infratel, che ha la responsabilità di realizzare la rete, e Open Fiber, la società che si è aggiudicata i primi due bandi per realizzare l‘opera in concessione.

Nel corso di una precedente audizione al Senato tutte le società e le istituzioni coinvolte hanno detto che il problema è rappresentato dal secondo bando, la cui gara è stata chiusa ma senza che ci sia stata ancora l‘assegnazione a Open fiber, che fa capo a Enel e Cassa depositi e prestiti.

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