28 giugno 2017 / 13:15 / tra 5 mesi

Venete, Mion: ora meno ansia per cedere Npl, deal Intesa non si fa in 24 ore

MILANO (Reuters) - La liquidazione ordinata di Popolare Vicenza e Veneto Banca con la cessione degli asset “buoni” a Intesa Sanpaolo e il passaggio dei crediti deteriorati alla Sga creano meno ansia per la cessione degli npl delle due banche e meno traumi a livello locale.

Lo ha detto l‘ex presidente di Pop Vicenza Gianni Mion uscendo dalla sede di Mediobanca dove si è trattenuto per circa mezz‘ora.

“Verrà certo chiesto un rientro, cercheranno in tutti i modi di recuperare nel rispetto dei contratti e della legge. Prima c‘era quest‘ansia di vendere gli Npl, adesso possono muoversi con una maggiore flessibilità e tranquillità e creeranno anche meno traumi a livello locale. Poi ci saranno anche persone delle banche che lavoreranno su questo”, ha spiegato Mion.

Secondo il manager l‘operazione Intesa non può essere nata nelle ultime 24 ore ma parte da lontano. “E’ vero che saranno dei grandi manager, ma un‘operazione così non si fa in 24 ore. Quindi vuol dire che l‘avevano studiata, penso. Ma non c‘è niente di male”, ha detto. “Chi è arrivato all‘ultimo momento ha fatto il suo prezzo”.

Secondo Mion il salvataggio delle due banche venete “avrebbe potuto farsi quando sono entrati in scena la Bce e il bail-in”.

“Se si fossero subito messi assieme, se avessero fatto subito la fusione, se si fossero presentati allora con un progetto di mercato, di costi, di struttura, sarebbe stato più credibile. Sono stati lì a girare, a parlare di identità venete, invece. Tre anni fa sarebbe stata un‘operazione equivalente a Bpm-Banco Popolare, con tutto il rispetto. Son stati lì a litigare invece, a fare aumenti di capitale”, ha spiegato riferendosi alla gestione di Gianni Zonin e di Vincenzo Consoli.

“Noi quando siamo arrivati avremmo potuto farlo subito, però c‘era il problema del rischio di cause, quindi non si poteva fare senza una transazione su questo. Questa cosa ci ha fatto perdere 7-8 mesi”, ha aggiunto.

Mion ha quindi concluso parlando di “un‘occasione persa per il Veneto che, dopo anche tutte le traversie di Antonveneta, non è stato capace di trovare una sua linea autonoma, rispettosa delle norme e del mondo che cambiava”.

(Gianluca Semeraro)

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