22 giugno 2017 / 11:55 / tra 4 mesi

Banche venete, FI e M5s criticano il governo, vantaggi solo per Intesa

Il ministro dell'Economia, Pier Parlo Padoan, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - I principali partiti di opposizione, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, criticano il governo dopo che ieri Intesa SanPaolo si è detta disponibile ad acquistare al prezzo simbolico di 1 euro Pop Vicenza e Veneto Banca, ma a patto che siano ripulite dagli asset deteriorati e rischiosi per evitare impatti su Cet1 e dividendi.

La banca esclude aumenti di capitale e subordina l‘operazione a precise garanzie, da parte dello Stato, sulle copertura dei costi e dei rischi legati all‘acquisto.

Secondo l‘esponente M5s della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, il piano di Intesa “permette a quello che è l‘istituto più solido del Paese di espandare ulteriormente la propria posizione di influenza e dominio sul Nord, senza però sopportare nessun costo”.

“I costi - altissimi - saranno ovviamente sopportati dal governo e quindi in ultima analisi dal contribuente. Il governo è costretto ad accettare facendo buon viso a cattivo gioco per evitare in extrema ratio il bail-in delle 2 banche”, prosegue la deputata grillina secondo la quale si tratta di una soluzione imposta a un governo “incapace”.

Pesante anche il commento del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, secondo il quale “Intesa riceve un regalo, lo Stato si accolla la parte cattiva e il contribuente paga”.

“Ci voleva così tanto tempo per fare una stupidaggine di questo genere? Non è la soluzione per cui lavorava Padoan, e credo che lui sia rimasto spiazzato”, ha aggiunto il deputato veneziano parlando con Reuters.

Fino al 16 giugno il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, aveva mostrato ottimismo sulla possibilità di trovare un accordo con le autorità europee per il salvataggio di Veneto banca e Popolare di Vicenza. L‘operazione prevedeva una ricapitalizzazione precauzionale da 5 miliardi, ipotesi a questo punto decaduta.

I dettagli della nuova operazione non sono ancora chiari ma gli analisti concordano sul fatto che il governo si dovrà fare carico sia della ‘bad bank’ che Intesa non intende acquistare, sia della ricapitalizzazione preventiva delle good bank che saranno cedute per consentire un impatto neutro sul Cet1 dell‘acquirente.

La bad bank è il veicolo societario da istituire nel quale confluiranno i crediti inesigibili e le sofferenze.

(Gavin Jones)

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