22 giugno 2017 / 10:35 / tra 6 mesi

Open Fiber vede accordo con banche da circa 3 mld entro anno

ROMA (Reuters) - Tommaso Pompei, amministratore delegato di Open Fiber (Of), società per la rete in fibra che fa capo a Enel e Cassa depositi e prestiti (Cdp), ha annunciato oggi che vuole chiudere la discussione con le banche per il finanziamento degli investimenti entro l‘anno.

Cavi fibra ottica Telecom Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY - Tags: BUSINESS TELECOMS)

“Sono circa 3 miliardi di project financing che stiamo discutendo con 15 fra le più importanti banche di Usa, Europa e Italia, speriamo di chiudere prima della fine dell‘anno”, ha detto il manager che ieri aveva stimato ricavi al 2026 per un miliardo per la società.

Intanto -- come ha scritto ieri Reuters -- tre istituti, Unicredit Bnp Paribas e Societe Generale, hanno assicurato un finanziamento ponte da 500 milioni.

Oltre tre miliardi che serviranno alla realizzazione della rete in fibra fino al cliente sia nelle aree bianche, 281 principali città e comuni italiani, sia nelle aree a fallimento di mercato.

Of ha vinto i primi due, dei tre, lotti del progetto di infrastruttura pubblica per le zone in deficit tecnologico. Si tratta della rete pubblica in fibra la cui progettazione il governo ha deciso di affidare alla propria controllata Infratel. Questa, a sua volta, ha messo a gara fra gli operatori la realizzazione.

Oggi, dopo le schermaglie a distanza delle audizioni di ieri sia Of sia Telecom Italia, Pompei è rimasto più cauto nei toni e nel giudizio sul pericolo incumbent: “non sono in grado di valutarlo”, ma “non mette a rischio la finanziabilità del progetto”.

Ieri l‘Ad di Telecom Italia Flavio Cattaneo e Pompei si sono scambiati accuse circa il mancato rispetto delle previsioni governative sulla realizzazione degli interventi nelle aree a fallimento di mercato. Telecom avrebbe modificato in senso estensivo i propri piani di investimento, minacciando la cantierabilità delle concessioni vinte da Of.

Come ha chiarito il presidente di Of Franco Bassanini nel corso dell‘audizione, non spetta alle società decidere da che parte stia la ragione: “ci sono le autorità, il governo e l‘Unione europea” e comunque il contenzioso è più limitato di quanto possa apparire una volta che si entra nel merito.

Nessun problema sul primo bando, oramai assegnato. Nè sul terzo che verrà rivisto, prima di essere messo a gara, per fare spazio agli aggiornamenti resi necessari dalle mosse di Telecom Italia. Il problema, come hanno spiegato ai senatori i manager coinvolti è sul secondo bando, vinto da Open fiber ma non ancora assegnato: “la concessione dovrebbe arrivare a luglio”, ha detto oggi Pompei.

Ma c‘è già anche una promessa di mediazione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e vi è ancora la possibilità poi di fare interventi in corso sulla concessione con l‘accordo di tutti.

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