21 giugno 2017 / 16:09 / tra 6 mesi

Tim proseguirà con investimenti rete in aree a fallimento mercato

ROMA/MILANO (Reuters) - Telecom Italia (Tim) ribadisce che non intende cedere alle pressioni del governo che vogliono limitare lo sviluppo della sua rete nelle aree a fallimento di mercato e dice che il network non è in vendita e se proprio si dovesse fare una valutazione si potrebbe stimare in 20-25 miliardi di euro.

Lo ha detto l‘AD del gruppo telefonico, Flavio Cattaneo, durante l‘audizione al Senato in cui ha ribadito con forza la sua posizione dopo le accuse del governo.

L‘esecutivo ritiene che la decisione di Tim di investire in quelle aree, dopo la consultazione in cui aveva detto che non sarebbe intervenuta, possa essere in qualche modo sanzionata.

In gioco c‘è la profittabilità di Open Fiber, società controllata da Enel a Cassa Depositi e Prestiti, che ha vinto il bando Infratel per realizzare e gestire la rete pubblica, confidando su alcune condizioni, cioè l‘assenza di investitori privati, che non saranno verificate.

Il governo è pronto a un confronto con la società e con tutti gli operatori, anche se Tim non sembra disposta ad accettare soluzioni di compromesso.

Una parte politica punta a creare un unico soggetto, che includa la rete di Tim e Open Fiber, un operatore unico della rete che offrirebbe servizi agli operatori telefonici.

L‘AD Tim è invece contrario a qualunque operazione che riduca il controllo sul network, e oggi ha detto che non è in vendita e che se il governo intende “espropriarlo faccia una legge e se ne assuma la responsabilità”.

Poi, sulla valutazione, ha detto: “Vi potrei dire 20-25 miliardi di euro, ma non è una cosa fissa...” ha detto Cattaneo. “Non essendo in vendita è una cifra priva di senso, nessuno ci ha chiesto di venderla”.

La cifra è ampiamente superiore a quanto stimano i tecnici di settore, che parlano di 10-15 miliardi, con possibili ulteriori variazioni verso l‘alto o verso il basso a seconda dell‘evoluzione della tecnologia e soprattutto della possibilità di continuare a usare la rete in rame per la parte che va dall‘armadio al singolo appartamento.

Cattaneo è tornato a parlare di nazionalizzazione anche per la controllata Sparkle, che detiene una rete sottomarina in fibra ottica di lunga distanza.

Tim non è disposta a cederla, se quindi lo Stato italiano la deve utilizzare è necessario che la nazionalizzi, ha detto.

(Alberto Sisto e Stefano Rebaudo)

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