21 giugno 2017 / 13:33 / tra 5 mesi

Ultrabanda, Confindustria: governo e aziende trovino soluzioni a breve

ROMA (Reuters) - Il piano per la banda ultralarga è una priorità per aziende e Paese perché rilancia gli investimenti e stimola la concorrenza, per questo è auspicabile che il governo e gli operatori del settore trovino a breve soluzioni per la sua realizzazione.

E’ la posizione di Confindustria espressa dal direttore generale dell‘associazione, Marcella Panucci, a margine del Consiglio di presidenza che si tiene oggi a Napoli.

“Come Confindustria non possiamo che accogliere con favore l‘iniziativa di quegli operatori privati che decidano di realizzare investimenti in ambiti cruciali per lo sviluppo del paese. Gli investimenti, infatti, vanno sostenuti e non ostacolati, purché ovviamente tutto si svolga nel pieno rispetto delle regole vigenti italiane ed europee e dei principi di libera iniziativa economica”.

“Per questo ci auguriamo che governo e operatori individuino le soluzioni utili a centrare l‘obiettivo della modernizzazione delle rete nel più breve tempo possibile”.

E‘di questi giorni la querelle tra esecutivo e Telecom Italia (Tim) sul piano dell‘ultrabanda.

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha detto che il governo “agirà per tutelare l‘interesse pubblico”, se Telecom mancasse agli impegni legali assunti sulla banda larga o agisse in contrasto con la normativa comunitaria.

Nel primo bando di gara Tim ha partecipato e presentato offerte per tutti i lotti. Il 5 dicembre, all‘esito della fase di prequalifica del secondo bando, Tim ha dichiarato di voler partecipare alla gara.

Il 23 dicembre dello scorso anno, tuttavia, dice Calenda, “Telecom Italia ha comunicato la modifica del suo piano di investimenti e di voler intervenire direttamente in alcune aree bianche, meno del 10% di quelle oggetto del bando di gara, e di non aver più interesse a intervenire in alcune aeree grigie a parziale fallimento di mercato”.

Le aree bianche sono quelle in cui nessun operatore è interessato a investire nei tre anni successivi alla consultazione tra gli operatori che ha deciso la suddivisione del territorio e sono quindi oggetto dell‘intervento pubblico.

Sulla materia c‘è qualche divergenza di interpretazione, ma la scadenza sarebbe nel 2018.

Rispondendo al ministro, ieri una fonte Tim ha riferito che l‘azienda non ha preso impegni formali a non investire nelle aree a cosiddetto fallimento di mercato. [nL8N1JH32H]

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