16 giugno 2017 / 10:14 / tra 6 mesi

ECONOMICA - Italia, per crescita balzo stime, con qualche timore

MILANO (Reuters) - La mossa più radicale è stata quella del Fondo monetario internazionale.

    Nel giro di due mesi scarsi l‘istituzione di Washington ha alzato la propria previsione di crescita 2017 per l‘Italia dallo 0,8 all‘1,3%. [nL8N1J94DK]

    E, allo stesso livello si attesta la nuova stima di Banca d‘Italia. [nL8N1JB1EB]

    A smuovere dall‘area dell‘1% lo scenario per la crescita di quest‘anno è stata l‘inattesa revisione dei dati Istat relativi al primo trimestre. Lo 0,4% congiunturale ha portato la crescita già acquisita a fine marzo allo 0,9%, livello che, per la Commissione Ue, l‘Italia dovrebbe raggiungere nell‘intero anno.

    Il primo vantaggio di questo quadro congiunturale in netto miglioramento riguarda il debito pubblico.

    Con una crescita reale all‘1,3% e un tasso di inflazione, secondo le ultime proiezioni di Via Nazionale, all‘1,4% si concretizza una crescita nominale vicino a 3%, che, a condizione di evitare manovre pre-elettorali troppo espansive, sarà molto utile per contenere il rapporto debito/Pil.

    Nonostante il buon inizio d‘anno, l‘Italia è buona ultima in Europa per la crescita 2017. Comparando la recente previsione alle stime per i Paesi Ue diffuse a maggio da Bruxelles, l‘Italia raggiungerebbe con 1,3% la sola Finlandia e si avvicinerebbe all‘1,4% (ora di fatto 1,6%) della Francia.

   

    DIVERSO CALENDARIO 

    Dal punto di vista statistico i primi tre mesi 2017 hanno beneficiato rispetto al 2016 delle minori festività. Quest‘anno le vacanze pasquali sono cadute in aprile, aggiugendosi ai tradizionali ponti di fine mese, e stanno quindi incidendo negativamente sui risultati del secondo trimestre. Il calo della produzione in aprile, con tutte le cautele in quanto singolo dato mensile, offre una prima indicazione in questa direzione. [nL8N1J914O]

    Tra le componenti spicca l‘andamento negativo nei primi tre mesi degli investimenti.

    “Il ciclo degli investimenti del 2016 dovrebbe continuare, ma con minore vivacità rispetto al quadro che sembrava materializzarsi nei mesi scorsi”, ammonisce il centro di ricerca Ref nell‘accurato approfondimento ‘Ricomporre il puzzle della contabilità nazionale del primo trimestre’.

    In questo caso lo sfasamento temporale potrebbe aiutare. Nella seconda parte del 2016 le imprese, non certe del rinnovo degli incentivi nel 2017, hanno ordinato macchinari prima che gli incentivi 2017 si palesassero. Quindi, come segnala l‘Ucimu (l‘associazione dei costruttori di macchine utensili e per l‘automazione), dopo la pausa iniziale gli investimenti potrebbero accelerare nei prossimi trimestri.

    Dal lato della domanda, l‘export beneficia di un miglioramento del quadro globale. A inizio 2017 la crescita annua delle esportazioni supera il 5% e anche le indicazioni delle indagini nelle imprese suggeriscono una continuazione di questa tendenza.

    In tema di domanda interna i consumi delle famiglie, dopo il buon andamento dello scorso anno, mostrano una discreta tenuta. Nel 2016, secondo i recenti dati di Banca d‘Italia, il reddito disponibile è aumentato dell‘1,6%, una buona base, al di là delle grandi disuguaglianze, per sostenere la spesa privata. In questo caso il timore è che l‘incertezza per il futuro spinga nuovamente gli italiani a una maggiore propensione al risparmio.

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