14 giugno 2017 / 14:57 / 4 mesi fa

Banche venete, Padoan ribadisce che bail-in è escluso

ROMA (Reuters) - Mentre si rafforzano le attese per una soluzione imminente per la crisi di Popolare Vicenza e Veneto Banca, il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ha ribadito oggi che la soluzione non prevede alcuna forma di bail in.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Alessandro Bianchi

Parlando al question time alla Camera, Padoan ha anche ribadito che la ricapitalizzazione precauzionale è la strada da seguire ma può essere percorsa solo dopo il preventivo assenso della Commissione Ue.

“Confermo quanto ho detto ieri, circa lo stato positivo del negoziato (con l‘Ue) e dell‘assenza di rischio di bail-in”, ha detto il ministro.

Stamani il vice direttore generale della Banca d‘Italia Fabio Panetta ha detto che “una soluzione relativa alle due banche venete va definita in tempi molto brevi”, definendo tormentato e lungo l‘iter europeo per arrivare al salvataggio.

Padoan ha chiarito che “non vi sono spazi di discrezionalità nazionale per procedere a una misura di ricapitalizzazione precauzionale prima della positiva decisione della Commissione europea, se non dando corso a una misura di aiuto illegale che lungi dal mettere in sicurezza le banche ne accrescerebbe l‘instabilità”.

Secondo Padoan, infatti, senza l‘assenso preventivo della commissione, “la Bce non autorizzerebbe l‘acquisto della partecipazione”.

Il ministro ha ricordato il comunicato reso noto ieri sulle positive interlocuzioni in corso con l‘Unione europea [nL8N1JA4A1], spiegando che al momento “non ci sono ulteriori elementi informativi” ma puntualizzando che una “soluzione di sistema” non può essere un‘iniziativa pubblica.

“Si tratta di valutazioni e considerazioni in ordine a un possibile investimento del tutto volontario che non possono che competere alle banche interessate”, ha affermato.

La strada a cui punta il governo è quella di minimizzarela richiesta di un ulteriore apporto di capitali privati. L‘Ue ha chiesto 1,25 miliardi per il via libera a una ricapitalizzazione precauzionale da circa 5 miliardi per coprire una carenza di capitale da 6,4 miliardi.

L‘esecutivo vorrebbe ridurre le richieste Ue ma anche acoinvolgere le altre banche italiane, in testa Unicredit e Intesa SP, per accollarsi il residuocontributo privato di capitale necessario ad evitare che ilcosto del risanamento ricada sugli obbligazionisti senior, dopoun inevitabile ‘burden sharing’ di azionisti e titolari di bondsubordinati. Mercoledì 21 giugno scade anche un bond senior retail diVeneto Banca da 100 milioni la cui gestione potrebbe sollevareproblemi legali e quella potrebbe essere la data entro cui servela certezza di una soluzione. [nL8N1J517V]

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