13 giugno 2017 / 07:57 / 4 mesi fa

Banche venete, per Padoan soluzione con Ue vicina, non ci sarà bail-in

ROMA/VICENZA (Reuters) - Il governo italiano e la Commissione europea sono vicini a un‘intesa per mettere in sicurezza Veneto Banca e Popolare di Vicenza con una soluzione che protegga depositanti e obbligazionisti senior.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Alessandro Bianchi

Stamani per primo ha parlato con una nota il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan e poco dopo altre indicazioni positive sono arrivate da Bruxelles.

Mentre oggi si è riunito il consiglio della popolare vicentina e domani è previsto quello dell‘istituto di Montebelluna, si fa strada l‘idea che sia ormai questione di giorni.

“Le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti”, scrive il ministro, aggiungendo che “la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti”.

“Sono in corso contatti costruttivi con l‘obiettivo di raggiungere una soluzione per le due banche conforme alle regole Ue, senza il bail-in degli obbligazionisti senior. I correntisti in ogni caso saranno completamente protetti”, ha detto un portavoce dell‘antitrust della Commissione guidato da Margrethe Vestager.

Le dichiarazioni di Tesoro e Ue rappresentano segnali concreti che garantiscono tranquillità ai due istituti, secondo il Cco di Pop Vicenza Gabriele Piccini che ha escluso dimissioni del Cda paventate dalla stampa.

“Ci sono le dichiarazioni del ministro Padoan e della commissaria Ue che escludono qualsiasi ipotesi di bail-in e che i risparmi saranno protetti, ed è un buon segno”, ha detto Piccini. “Noi siamo tranquilli per i nostri clienti e i nostri colleghi”, ha aggiunto sottolineando che con le dichiarazioni di oggi “ci hanno dato tutte le tranquillità che volevamo”.

La strada a cui punta il governo, spiega una fonte che sta seguendo da vicino questa vicenda, resta quella di minimizzare la richiesta di un ulteriore apporto di capitali privati.

“Stanno lottando con le unghie per ridurre al minimi quell‘intervento” dice, spiegando la posizione italiana che punta a “quasi dimezzare” i 1,25 miliardi che la Ue ha chiesto per il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da circa 5 miliardi per coprire una carenza di capitale da 6,4 miliardi.

Mercoledì 21 giugno scade anche un bond senior retail di Veneto Banca da 100 milioni la cui gestione potrebbe sollevare problemi legali e quella potrebbe essere la data entro cui serve la certezza di una soluzione.

Il governo punta a ridurre le richieste Ue ma anche a coinvolgere le altre banche italiane, in testa Unicredit e Intesa SP, per accollarsi il residuo contributo privato di capitale necessario ad evitare che il costo del risanamento ricada sugli obbligazionisti senior, dopo un inevitabile ‘burden sharing’ di azionisti e titolari di bond subordinati.

Intesa SP oggi ha fatto sapere di seguire il dossier delle banche venete “con attenzione, competenza e senso di responsabilità istituzionale”.

Il presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca Andrea Moltrasio, ha invece detto che la banca non intende partecipare al salvataggio.

La prospettiva che i senior vengano risparmiati dall‘intervento ha dato fiato alle obbligazioni ordinarie dei due istituti con rendimenti ai minimi da almeno due mesi.

-- hanno collaborato Francesco Guarascio da Bruxelles e Elisa Anzolin da Milano

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