2 giugno 2017 / 13:03 / tra 6 mesi

Clima, il mondo si impegna a salvare la "Madre Terra" dopo decisione Trump

BERLINO/BRUXELLES (Reuters) - Cina ed Europa oggi si sono impegnate a lavorare insieme per salvare la “Madre Terra”, dopo la decisione del presidente Usa Donald Trump di ritirarsi dagli accordi sul clima.

Il 'gobbo' del presidente Donald Trump, ripreso durante l'annuncio sul ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo per il clima di Parigi pronunciato nel Giardino delle Rose alla Casa Bianca. REUTERS/Joshua Roberts

In molti, compresi Russia, India e Messico, si sono affrettati a sottolineare il proprio impegno sull‘Accordo di Parigi, benché un consigliere del Cremlino abbia detto che sarà impraticabile senza la partecipazione degli Stati Uniti.

La Francia ha detto che lavorerà con stati e città Usa - alcuni dei quali apertamente in contrasto con la decisione di Trump - per portare avanti la lotta contro il cambiamento climatico.

Mettendo in pratica lo slogan “America First” usato in campagna elettorale, Trump si è smarcato dall‘accordo del 2015 sostenendo che è troppo oneroso per il suo Paese.

Il suo annuncio è stato accolto in tutto il mondo, da molti governi come dall‘industria, con un misto di sgomento e rabbia.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, figlia di un pastore che normalmente è molto riservata circa la propria fede, ha detto che l‘accordo è necessario “per preservare il nostro Creato”.

“A tutti coloro per cui il futuro del nostro pianeta è importante, dico andiamo avanti per questa strada così da avere successo per la nostra Madre Terra”, ha detto Merkel, applaudita dai parlamentari.

A Parigi il presidente Emmanuel Macron ha giocato sullo slogan elettorale di Trump “Fai di nuovo grande l‘America”, facendolo diventare “Fai di nuovo grande il pianeta”.

Ieri sera, dopo l‘annuncio di Trump, Italia, Francia e Germania avevano chiarito che l‘accordo “non può essere rinegoziato”.

La decisione statunitense ha dominato anche l‘attesa riunione, oggi a Bruxelles, tra il premier cinese Li Keqiang e i vertici dell‘Ue.

La riunione si concluderà con una dichiarazione congiunta in cui Ue e Cina si impegnano a tagliare i carburanti fossili, sviluppare più tecnologia verde e contribuire a raccogliere 100 miliardi di dollari all‘anno entro il 2020 per aiutare i Paesi poveri a ridurre le loro emissioni inquinanti.

“Non c‘è marcia indietro nella transizione energetica. Non si torna indietro sull‘Accordo di Parigi”, ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

(Thomas Escritt e Philip Blenkinsop)

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