30 maggio 2017 / 17:18 / tra 7 mesi

Banche venete, accordo su salvataggio entro giugno o rischio bail in

BRUXELLES/MILANO (Reuters) - I regolatori Ue puntano a chiudere entro giugno i colloqui con il governo italiano sul piano di salvataggio da 6,4 miliardi di Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Lo ha detto a Reuters un funzionario Ue, mettendo in guardia sulla possibilità che le banche vadano in risoluzione se non sarà trovato un accordo per quella data.

“Per la fine di giugno dovremmo sapere se la precautionary recapitalisation è fattibile”, ha detto a Reuters un funzionario Ue vicino ai colloqui.

Se non sarà trovato un accordo tra Roma e le autorità Ue per fine giugno, i regolatori Ue prepareranno la risoluzione secondo la normativa sul bail in, in cui azionisti, obbligazionisti e grandi depositanti devono fronteggiare le perdite, per il funzionario.

    Mentre i colloqui su Mps sembrano indirizzarsi a un esito positivo, i negoziati sul salvataggio delle due banche venete sono più difficili, soprattutto dopo il no di Atlante ad un nuova iniezione di liquidità.

Bruxelles chiede infatti che prima dell‘apporto di fondi pubblici investitori privati iniettino un ulteriore miliardo di euro per coprire le perdite previste o prevedibili. [nL8N1IQ6LK]

In una lettera di risposta alla richiesta delle due banche venete sull‘eventuale disponibilità ad intervenire Quaestio, la Sgr a capo dei due istituti, constata che al momento non ci sono “le condizioni per qualsiasi ulteriore investimento”.

E questo sia per l‘insufficienza di fondi a disposizione, sia per le molteplici incertezze relative ad un nuovo apporto di capitale che “impediscono di fatto una decisione per qualunque investitore responsabile”.

D‘altra parte il sistema bancario si è mostrato contrario all‘idea di nuovi apporti di mezzi freschi, come anche ribadito oggi da Carlo Messina, AD di Intesa Sanpaolo, uno dei maggiori sottoscrittori di Atlante.

Il governo italiano settimana scorsa ha escluso la possibilità di bail in per le due banche, temendo che possa mettere in crisi la fiducia nel sistema bancario del paese. E con la prospettiva di elezioni anticipate, è probabile che il governo sia ancora più contrario ad uno scenario impopolare come quello del bail in.

Popolare di Vicenza, Veneto Banca e la Bce non hanno voluto commentare.

Una fonte del Tesoro ha escluso la risoluzione delle due banche aggiungendo che l‘unica opzione alla quale il ministero sta lavorando è la ricapitalizzazione precauzionale, non ci sono altre opzioni. Le trattative richiedono tempo, per il Monte dei Paschi il negoziato è iniziato cinque mesi fa, ha aggiunto la fonte.

La Commissione Europea ha più volte ribadito che non c‘è una scadenza nelle trattative per risolvere i problemi delle banche venete.

“Stiamo lavorando, il boccino è nelle mani del governo”, ha detto oggi una fonte vicina a Pop Vicenza al termine del Cda, sottolineando che i tempi sono “strettissimi”.

Una nuova riunione dei board della popolare vicentina e di Veneto Banca è prevista per giovedì.

- hanno collaborato Giuseppe Fonte, Andrea Mandalà

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