29 maggio 2017 / 09:00 / tra 7 mesi

Governo, con intesa su sistema tedesco si avvicina voto in autunno

ROMA (Reuters) - Il sostanziale accordo tra Pd, Forza Italia e M5s su un sistema elettorale di tipo tedesco, un proporzionale con soglia al 5% che avvantaggia i partiti maggiori, avvicina il voto in autunno.

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati. Foto del 14 ottobre 2011. REUTERS/Max Rossi

Lo ha detto oggi una fonte vicina al capo dello Stato Sergio Mattarella, ricordando il vincolo della legge di Stabilità.

“C‘è da fare la manovra economica, ma se l‘accordo tiene credo si voterà in autunno”, ha detto la fonte.

L‘Italia deve presentare a Bruxelles la finanziaria per il 2018 entro ottobre, un intervento da oltre 17 miliardi per scongiurare l‘aumento Iva e rispettare l‘obiettivo di deficit/Pil all‘1,2%.

In caso di voto anticipato, per scongiurare l‘esercizio provvisorio, sarebbe necessario quindi un accordo tra i principali partiti per dare il via libera alla manovra.

Anche una fonte governativa dice che la disponibilità delle forze politiche maggiori ad accelerare sulla legge elettorale “rende più probabile il voto in autunno”. “Ma si saprà di più nei prossimi 10 giorni”, aggiunge.

Ieri gli iscritti del M5s hanno votato a favore di un sistema “proporzionale tedesco con soglia di sbarramento al 5% ed eventuali correttivi, costituzionalmente legittimi, per garantire una maggiore governabilità”, è scritto sul blog di Beppe Grillo, leader del movimento, per cui si potrebbe andare al voto per le elezioni politiche già il 10 settembre per non far scattare il vitalizio per i parlamentari.

Sempre ieri, in un‘intervista, il leader Pd Matteo Renzi ha detto che il Quirinale ha chiesto ai partiti di trovare un accordo e che sebbene il sistema tedesco rischi di produrre non un singolo vincitore ma un governo di coalizione, è comunque “un passo avanti per uscire dalla palude”.

Oggi il Pd incontra il M5s e Ap proprio per discutere di legge elettorale. Il partito del ministro degli Esteri Angelino Alfano vuole una riduzione della soglia di sbarramento, perché teme di non entrare in Parlamento. Lo stesso rischio corrono, secondo i sondaggi, Sinistra Italia, Mdp, verdiniani e altre formazioni centriste, oltre a Fratelli d‘Italia.

I contrasti nella maggioranza sulla legge elettorale potrebbero creare problemi al governo, che al Senato conta su numeri risicati, e provocare quindi una crisi.

Nelle scorse settimane ad alimentare la tensione anche la contrapposizione sui voucher tra il Pd e l‘Mdp che minaccia di non votare la manovra di aggiustamento da oggi in aula sulla quale l‘esecutivo potrebbe chiedere la fiducia.

Domani intanto si riunisce la direzione del partito di Renzi, da cui dovrebbe uscire un segnale chiaro sull‘accordo, che approderebbe poi alla Camera la settimana prossima, o subito dopo il primo turno delle elezioni amministrative, fissato per l‘11 giugno.

A quel punto, l‘intesa tra i tre grandi partiti potrebbe essere recepita in un emendamento al testo base della legge elettorale presentato dal relatore Emanuele Fiano, del Pd.

-- Ha collaborato Steve Scherer

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