8 maggio 2017 / 16:13 / 5 mesi fa

G7, protezionismo non entra in agenda Bari, focus su disuguaglianze

ROMA (Reuters) - I ministri finanziari e i banchieri centrali del G7 non discuteranno di protezionismo al summit in programma a Bari dall‘11 al 13 maggio, che sarà invece centrato sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla cybersecurity.

Secondo quanto spiegano fonti del ministero dell‘Economia italiano, le misure promesse da Donald Trump per proteggere le aziende Usa dai concorrenti globali dovrebbero entrare nell‘agenda del summit di fine maggio a Taormina, perché i capi di Stato e di governo delle sette più grandi economie al mondo hanno avocato a sé il dossier relativo agli scambi commerciali.

Sul fronte valute, analogamente al G20 finanziario di Baden Baden, ministri e governatori rinnoveranno l‘impegno a mantenere fitti contatti e a evitare svalutazioni competitive.

La presidenza italiana ha organizzato il vertice al castello svevo di Bari su quattro pilastri: ineguaglianza; cybersecurity e lotta al finanziamento del terrorismo; coordinamento delle istituzioni finanziarie internazionali e tassazione internazionale.

Mentre l‘amministrazione Trump cerca di smantellare l‘Obamacare, la riforma che ha esteso l‘assistenza sanitaria ai ceti meno abbienti, l‘Italia si sforza di delineare un modello di crescita più inclusivo perché ormai “il Pil non basta più”, come ha sintetizzato il ministro Pier Carlo Padoan lo scorso 3 maggio. Il documento preparato dagli sherpa italiani punta a definire cosa possono fare bilanci pubblici e politiche strutturali per ridurre le disuguaglianze.

A questo tema si affianca l‘impegno contro l‘evasione e l‘elusione fiscale. Il G7 inviterà l‘Ocse ad avviare una discussione per contrastare schemi complessi che permettono alle multinazionali di ridurre il carico fiscale attraverso intermediari specializzati come banche e studi legali.

Si cercherà pertanto di fare passi avanti nel progetto Beps (‘Base erosion and profit shifting’), per evitare lo spostamento di base imponibile dai Paesi ad alta fiscalità verso altri con pressione fiscale bassa o nulla.

Una parte della discussione sarà centrata sulla tassazione delle imprese digitali. L‘Italia si aspetta di favorire un confronto aperto tra i ministri del G7, consapevole delle difficoltà dovute alla differenza di orientamento.

Il capitolo cybersecurity è focalizzato sui rischi diretti e indiretti cui va incontro il sistema finanziario, perché la percezione di debolezza nei confronti di attacchi informatici mina la fiducia verso le banche, spiegano le fonti.

Si lavora alla definizione di simulazioni per rendere le strutture finanziarie resistenti agli attacchi cyber, i cosiddetti ‘penetration test’.

Infine il terrorismo. Oltre a migliorare gli scambi tra le Unità di informazione finanziaria (Uif) dei diversi Paesi, l‘Italia vuole rendere i money transfer meno permeabili al finanziamento di attività illegali e avviare una discussione sull‘utilizzo di carte di credito che si prestano ad abusi da parte di organizzazioni terroristiche.

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