3 maggio 2017 / 15:41 / 5 mesi fa

Francia, Macron potrebbe rinviare riduzione quota nucleare

Francia, Macron potrebbe rinviare riduzione quota nucleare. REUTERS/Eric Gaillard

PARIGI (Reuters) - Il candidato all‘Eliseo Emmanuel Macron potrebbe rinviare i piani di riduzione della quota di energia nucleare in Francia e sta valutando il meccanismo di sussidi in stile britannico per la costruzione di nuovi reattori.

Lo riferisce una fonte vicina al suo team per la campagna elettorale.

Allentare la scadenza per la riduzione della quota di energia nucleare sarebbe di grande beneficio per la statale Edf, già alla prese con un alto debito, che altrimenti potrebbe essere costretta a chiudere più di una decina dei suoi 58 reattori.

Un nuovo meccanismo di sussidio potrebbe anche consentire alla utility di costruire nuovi reattori sul mercato interno nei prossimi decenni, e potrebbe essere un argomento controverso in una campagna elettorale in cui il tema dell‘energia è stato offuscato da globalizzazione e immigrazione.

La campagna di Macron specifica che potrebbero venir rispettati gli obiettivi del governo uscente di ridurre la quota di nucleare nella produzione elettrica in Francia al 50% entro il 2025 dai circa tre quarti attuali. Gli specialisti dell‘industria ritengono che si tratti di un processo difficile e costoso.

La fonte, che ha chiesto di restare anonima, spiega che un futuro governo Macron si assicurerebbe che la riduzione della quota di nucleare nel mix non metta in pericolo la sicurezza della fornitura di elettricità e non porti ad un aumento di emissioni di Co2.

“La riduzione al 50% è un obiettivo. Quello che potrebbe cambiare, a seconda delle risorse investite, è la data”, spiega la fonte, aggiungendo che quella del 2025 “non è incisa nella pietra” e che Macron sarà “pragmatico” su come e quando la Francia ridurrà la sua quota di energia atomica.

La fonte non ha voluto dire se Macron sosterrà la richiesta di Edf di estendere la durata dei suoi reattori più vecchi oltre i 40 anni, dicendo che il candidato aspetterà le raccomandazioni sul tema dell‘agenzia Ans, attese entro la fine del 2018 o 2019.

(Geert De Clercq e Benjamin Mallet)

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