3 maggio 2017 / 13:05 / tra 7 mesi

Google, entro settimana firma chiusura contenzioso con fisco

MILANO (Reuters) - La firma dell‘accordo per la chiusura del contenzioso fra l‘Agenzia delle Entrate e Google dovrebbe essere apposta entro la fine di questa settimana, dopo oltre sei mesi di trattative.

Google, entro settimana firma chiusura contenzioso con fisco REUTERS/Lucy Nicholson

Lo hanno riferito a Reuters due fonti a diretta conoscenza del dossier, dopo che oggi in una intervista a Repubblica la direttrice dell‘Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ha dichiarato che “con Google siamo molto vicini a trovare una soluzione”.

La cifra su cui si stava ragionando fra le parti dal gennaio scorso si aggira fra i 280 e i 300 milioni di euro, hanno riferito le fonti.

Il punto centrale su cui si è vicini a trovare l‘accordo riguarda la stabile organizzazione in Italia delle attività del colosso Usa sul territorio nazionale, in particolare di Youtube, l‘estensione dell‘accordo agli anni successivi al 2013, cioè l‘ultima annualità contenuta nel verbale di constatazione notificato all‘azienda dalla Guardia di Finanza (dal 2009 al 2013), e il conseguente impegno per il futuro a pagare le tasse in Italia.

Google, attraverso una sua portavoce, commenta dicendo semplicemente di star lavorando in collaborazione con le autorità fiscali italiane.

Nel gennaio 2016 il Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Milano ha contestato a Google 227 milioni di euro evasi in Italia fra il 2009 e il 2013 attraverso la sua controllata irlandese Google Ireland Ltd. Cifra a cui l‘Agenzia delle Entrate doveva poi aggiungere interessi e sanzioni.

Oltre alla contestazione fiscale, il 29 febbraio 2016 la procura di Milano ha disposto la chiusura della conseguente inchiesta penale in cui cinque dirigenti del gruppo, due dei quali di Google Ireland, sono indagati per omessa dichiarazione dei redditi.

A Google, che all‘epoca aveva dichiarato di rispettare “la normativa fiscale di tutti i Paesi in cui opera”, venivano mossi due rilievi: a fronte di ricavi complessivi accertati in Italia dal 2009 al 2013 per oltre un miliardo di euro, la Finanza sosteneva che la società non avesse dichiarato un reddito imponibile di circa 100 milioni. L‘imposta Ires che si riteneva quindi evasa (il 27%) era di circa 27 milioni. Secondo rilievo: i finanzieri imputavano la mancata applicazione di ritenute sulle royalties corrisposte alle società estere (di Google). Queste ritenute, a fronte di circa 600 milioni, venivano calcolate in circa 200 milioni. Da qui, la cifra complessiva originariamente contestata (fino al 2013, all‘epoca) di 227 milioni.

Alla chiusura del contenzioso fiscale, si potrebbe dunque andare a definire l‘inchiesta penale con alcuni patteggiamenti e archiviazioni, sulla falsariga di quanto avvenuto con Apple nell‘ottobre 2016.

(Emilio Parodi)

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