12 aprile 2017 / 09:21 / tra 8 mesi

Mps, Morelli: discute con Ue piano più severo, livello esuberi

SIENA (Reuters) - di Stefano Bernabei e Silvia Aloisi

L'AD di Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, durante una conferenza stampa. REUTERS/Alessandro Garofalo

SIENA, 12 aprile (Reuters) - Il nuovo piano di ristrutturazione di Mps, attualmente in discussione con le autorità europee, sarà più stringente di quello presentato e sono in discussione le ricadute occupazionali che potrebbero far salire i target dei tagli di costi, anche del personale.

E’ quanto è emerso dalle risposte che l‘amministratore delegato della banca senese, Marco Morelli, ha dato ai soci, senza fornire numeri precisi.

Mps ha chiesto di coprire lo shortfall da 8,8 miliardi indicato da Bce con un aiuto di Stato e sta per questo negoziando con la Ue un piano di ristrutturazione che definirà gli impegni che la banca prende per poter avere soldi pubblici. Lo Stato potrebbe alla fine coprire oltre 6 miliardi di quello shortfall e diventare di gran lunga il primo azionista con circa il 70% del capitale.

Il piano approvato ad ottobre, quando la banca ha tentato, fallendola, una ricapitalizzazione di mercato da 5 miliardi, prevedeva 2.600 esuberi al 2019 ma, secondo una fonte vicina al dossier, la richiesta della Commissione potrebbe puntare a raddoppiare quei tagli e su questo sarebbe in corso la trattativa.

“Il piano dovrà riallineare previsioni di ricavo e costo avendo atteggiamenti molto più stringenti. Dobbiamo arrivare a qualcosa che sia un giusto compromesso e che dia possibilità alla banca di riprendere un percorso”, ha detto Morelli.

Quanto allo specifico tema delle ricadute occupazionali, Morelli ha detto che quello “è uno dei temi in discussione”, spiegando che l‘approccio della Commissione Ue “è da piano di ristrutturazione, il che significa incidere sulle dinamiche di crescita di ricavi e costi”.

In apertura dell‘assemblea, Morelli ha spiegato che il piano che sta negoziando con la Commissione europea “sarà radicalmente diverso da quello che la banca aveva presentato al mercato”. Il piano 2016-19 prevedeva un utile di 1,1 miliardi al 2019.

L‘Ad di Mps ha anche confermato che “parte del piano è la riduzione dello stock di sofferenze”, chiarendo che ci sono diverse opzioni sul tavolo e che verrà scelta la modalità che “meglio tutela gli interessi di tutti e, dal punto di vista della banca, che massimizza il beneficio dalla vendita dello stock”.

Morelli ha chiarito ai soci che è importante scaricare al più presto dal bilancio le sofferenze, ad oggi pari a 29,4 miliardi.

FAR USCIRE SOFFERENZE DA BILANCIO PRIMA POSSIBILE

“Cercherò di limitare al minimo la perdita da cessione e massimizzare la possibilità di ritorno futuro della dismissione dello stock anche se la cessione sarà fatta da terzi”, ha detto Morelli.

“C‘è quindi l‘esigenza di far uscire lo stock dei crediti deteriorati il prima possibile ma anche di evitare che ci siano perdite rilevanti”, ha detto.

Rispondendo poi al deputato del M5s Carlo Sibilia, tra gli azionisti del Monte presenti in assemblea, Morelli ha reso noti alcuni dati sui crediti deteriorati della banca.

Su uno stock lordo di 46,5 mld di crediti deteriorati, che per il 47% è anteriore al 2004, “il 75% è stato erogato e gestito dalla rete territoriale del Monte nelle sue varie articolazioni”.

Poi Morelli ha detto di aver fatto fare una analisi interna, con ausilio di un consulente esterno indipendente, sui maggiori prenditori, sulle posizioni più rilevanti.

“Le sofferenze relative ai primi 100 prenditori pesano per il 3,5% dello stock del credito deteriorato, la distribuzione è equamente divisa tra nord centro e sud, non esistono aree geografiche prevalenti e la pratica media è inferiore a 200 mila euro”.

Morelli ha anche detto che la banca non avrebbe alcun problema a dare indicazioni sui nomi purché nel rispetto delle normative e senza ledere diritti di terzi.

L‘assemblea ordinaria ha approvato il bilancio con una perdita consolidata di 3,2 miliardi (3,7 nel bilancio della spa) ma non ha potuto deliberare in sede straordinaria l‘abbattimento del capitale a copertura per la mancanza del quorum minimo pari a un quinto del capitale presente. Era oggi presente in assemblea il 16,3% del capitale.

Ora la banca dovrà riconvocare l‘assemblea straordinaria e nel frattempo aspetta, probabilmente verso giugno, il via delle autorità europee alla ricapitalizzazione precauzionale del Mef.

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