11 aprile 2017 / 18:19 / 8 mesi fa

Alitalia, ancora stallo con sindacati su piano risanamento

ROMA (Reuters) - E’ stallo nella trattativa tra Alitalia e i sindacati sul piano di risanamento della compagnia aerea in crisi di liquidità che prevede un taglio dei costi, forniture di beni e servizi ma anche costo del lavoro, del 30%.

“La situazione resta complicata”, ha risposto nel pomeriggio il presidente in pecore della compagnia aerea Luigi Gubitosi fuori dal ministero dello Sviluppo economico, dove si svolgono i negoziati, ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione sullo stato del confronto.

Alitalia è controllata dal consorzio italiano Cai di cui fanno parte anche Intesa SanPaolo e Unicredit per il 51% mentre la compagnia area del Golfo Etihad ha il 49%.

A proposito della scadenza di giovedì 13 aprile per il negoziato sugli esuberi, Gubitosi ha detto che “non c‘è nessun Cda fissato”, lasciando intendere una disponibilità a superare la data indicata come inderogabile limite temporale per raggiungere l‘accordo.

Il lavoro sta andando avanti da giorni su due tavoli differenti, uno per il personale di terra e, il secondo, per i naviganti, gli assistenti di volo e i piloti. Ma su entrambi si registra l‘incomunicabilità fra le parti.

Il piano presentato da Alitalia il 16 marzo prevede circa 2.000 esuberi concentrati sul personale di terra, e la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro con un taglio significativo delle retribuzioni per il personale di volo.

E’ previsto inoltre l‘apporto di capitale e linee di credito pari a complessivi 2 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni a carico di Etihad e 1.100 milioni a carico degli azionisti e creditori finanziari italiani, in aggiunta a quanto sostenuto nel 2014, quando fu speso 1 miliardo e mezzo.

SINDACATI SCOMMETTONO IN INTERVENTO GOVERNO

Nel tardo pomeriggio, l‘azienda ha respinto 10 dei 12 punti delle controproposte avanzate dai sindacati dopo che questi avevano in mattinata rigettato le richieste rimaneggiate portate dai manager della compagnia aerea.

La stessa cosa succederà questa sera sul tavolo dedicato a discutere del personale viaggiante che parte alle 20,30.

Lo spazio di manovra dei sindacati sembra ridotto al minimo dalla scarsa fiducia dei rappresentanti dei lavoratori nella bontà del piano industriale e dalla fiducia dei lavoratori nell‘intervento del governo.

“Come si fa a fare delle concessioni se non sappiamo dove porta il piano”, dice Giancarlo Serafini componente della delegazione della Uiltrasporti e fra i compilatori delle controproposte sindacali.

“La nostra base, anche quella delle altre organizzazioni, pensa che il governo non farà fallire l‘azienda e in queste condizioni è difficile fare aperture”, dice il segretario di un sindacato presente al tavolo.

L‘unica possibilità è, che come capita spesso nei confronti sindacali, non si imbocchi la strada del dialogo da stasera grazie ad un cambio di atteggiamento improvviso, da parte di tutti.

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