7 aprile 2017 / 11:35 / 7 mesi fa

Alitalia, da governo ammortizzatori quadriennali per 1.300

ROMA (Reuters) - Il ministero del Lavoro questa mattina ha offerto al tavolo della trattativa su Alitalia una proposta di sostegno al reddito quadriennale che potrebbe essere utilizzata per consentire la fuoriuscita di circa 1.300 lavoratori della compagnia.

Lo ha detto Giancarlo Serafini, segretario nazionale della Uiltrasporti, al termine del primo round di trattative al ministero.

“Il ministero del Lavoro ha proposto un sostegno per i lavoratori che accetteranno di lasciare l‘azienda pari a 2 anni di Cig più altri due di Naspi”, ha detto il sindacalista, aggiungendo che resta da chiarire l‘ammontare di un eventuale incentivo aziendale.

Nel pomeriggio arrivando per la riunione plenaria il presidente in pectore della compagnia aerea, Luigi Gubitosi, non ha voluto commentare le cifre “non posso anticiparle a voi prima di aver incontrare i ministri”, ha risposto il manager ai giornalisti che gli chiedevano una conferma della necessità aziendale di alleggerire gli organici di 1.300 unità.

Gubitosi ha però sottolineato che si è “in una situazione piuttosto complicata”.

La compagnia aerea è nuovamente in crisi di liquidità e azionisti e management hanno predisposto un piano di risanamento che prevede una riduzione dei costi, forniture di beni e servizi ma anche del costo del lavoro, del 30%.

I soci italiani, di fatto le due principali banche del paese UniCredit e Intesa, hanno chiesto, per dare corso alla ricapitalizzazione della compagnia aerea, che venga raggiunto un accordo con i sindacati.

Il piano presentato da Alitalia il 16 marzo prevede, per quanto riguarda l’organizzazione, circa 2 mila esuberi concentrati sul personale di terra, e la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro per il personale con un taglio significativo delle retribuzioni.

Inoltre prevede l‘apporto di capitale e linee di credito pari a complessivi 2 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni a carico di Etihad e 1.100 milioni a carico degli azionisti e creditori finanziari italiani, in aggiunta a quanto sostenuto nel 2014, quando fu speso 1 miliardo e mezzo.

In base al piano i ricavi sono previsti aumentare del 30% per cento, con un Ebit positivo nel 2019, mentre si prevedono tagli dei costi complessivi pari a 1 miliardo di euro, concentrati per i due terzi sui costi diversi dal personale.

(Alberto Sisto)

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